Il sindaco: "Dalle periferie al Filadelfia ecco il ritratto della città che immagino" Non investirò mai 10-12 milioni per un terzo stadio da allenamento o vecchie glorie Bisognerà fare di necessità virtù: per il 150 puntiamo su due grandi eventi alle Ogr e a Venaria Leredità di Chiamparino? È qualcosa di immateriale: "Lorgoglio di una nuova Torino" dice alla platea de "La cruna dellago", il ciclo di incontri organizzati allApi. È lui il protagonista del primo appuntamento, tema «Torino 2011 e il futuro della città». Unora e mezzo abbondante di riflessioni sulla città, su quel che è e quel che sarà. Ma anche di dialogo con il pubblico, di risposte su piccoli e grandi problemi. Si comincia dagli eventi che Torino ospiterà nei prossimi due anni. Ecco allora lostensione della Sindone «che, al di là delle credenze personali, è un evento destinato a suscitare grande interesse, come ho potuto constatare anche nel mio recente viaggio in Russia: in molti sapevano dellOstensione del prossimo anno e chiedevano informazioni». Poi il 2011, cioè i 150 anni dalla nascita dellItalia. «I soldi sono sempre meno di quelli promessi, e allora dovremo fare di necessità virtù. Punteremo su un grande evento alla reggia di Venaria e un altro di arte contemporanea alle ex Ogr. Poi finanzieremo il completamento del restauro di tutti i beni architettonici in qualche modo legati a quellepoca perché prima degli eventi è bene valorizzare il patrimonio monumentale che abbiamo». Ma tra le opere che Chiamparino conta di vedere pronte prima che il suo mandato finisca cè anche il Museo dellautomobile. «Perché adesso in tanti vorrebbero che lasciassimo perdere quel cantiere, e io invece sono convinto che quando sarà allestito accadrà quel che è avvenuto con il museo del cinema: sarà un successo. E anche i detrattori di oggi applaudiranno». Poi le grandi infrastrutture: dal metrò («mi auguro che per quella data la talpa lavori già in direzione di piazza Bengasi: il governo assicura che i finanziamenti ci sono e io non ho motivo per non credergli anche se preferirei avere un pezzo di carta in mano») al passante («che non è quel cantiere infinito come giornalisticamente viene definito: si stanno rispettando i tempi, ma è colpa nostra se abbiamo cambiato in corsa il progetto, decidendo che era meglio far passare i binari sotto la Dora anziché in superficie») . Senza dimenticare la seconda linea del metrò che tra due anni dovrebbe essere un cantiere avviato, contribuendo non poco a rilanciare urbanisticamente quella parte di città, cioè il quartiere Vanchiglia. «In questi anni abbiamo ridisegnato buona parte delle periferie: da corso Giulio Cesare a corso Regina Margherita a corso Marche e altri progetti abbiamo in cantiere, a cominciare dallingresso sud, con il recupero del Palazzo del Lavoro. Ma è chiaro che non potremo non fare i conti con i tagli di bilancio: per esempio questanno abbiamo dovuto rinunciare a 47 milioni. Però non ci si può limitare a lamentarsi: la gente si aspetta comunque delle risposte». Per esempio sullalta velocità: «Diciamo che il treno non è ancora partito, ma è già in stazione. Certo che se si fosse seguito prima il metodo del dialogo con la Valsusa avviato dopo gli scontri di Venaus oggi forse saremmo più avanti. I contestatori? Chiaro che non ci sarà lunanimità sullopera: ma alla fine in democrazia prevale la maggioranza». Di sicuro Chiamparino non sogna di regalare il nuovo Filadelfia ai tifosi granata pur essendo lui un supporter del Toro: «Sinceramente, vorrei che ci si occupasse più della squadra, che rischia di nuovo di finire in B. Sono pronto a dirlo davanti a una platea di ultrà: io 10-12 milioni per costruire un terzo stadio che poi dovrebbe servire per gli allenamenti o per qualche partita tra vecchie glorie, non li stanzierò mai. Meglio trasformare larea in unarea verde con al centro un memoriale dedicato al Toro. Se qualche privato si fa avanti - ma a quel punto i tifosi dovranno accettare una contropartita commerciale - noi come Comune stanzieremo i tre milioni previsti ai tempi di Cimminelli. Altro non cè». Dal mito granata a uningombrante eredità dei Giochi: i «gianduiotti» di piazza Solferino. «Dopo la rinuncia di Firenze, abbiamo cercato nuove soluzioni. Lultima prevede che chi costruirà il parcheggio pertinenziale nella parte Sud della piazza si assuma anche lonere di smontare e smaltire le due opere che alla Soprintendenza continua a considerare provvisorie», ha spiegato il sindaco. Un pensiero su Valdo Fusi, certo unopera di cui non è il caso andare fieri: «È un progetto che ho ereditato, ma io credo che basterebbe sistemare la casetta al centro per avere già un migliore respiro». In ogni caso non ci sono soldi per intervenire ora. Così come non ci sono per proseguire nel sottopasso di corso Spezia. «Saremmo dovuti arrivare almeno fino a corso Unione Sovietica, ma anche le ferrovie hanno messo da parte il progetto: esempio chiaro di quel che vuol dire fare i conti con i tagli». E comunque Chiamparino crede che la crisi («cui stiamo reggendo grazie anche agli ammortizzatori sociali») alla fine non sfregerà quella nuova immagine della città che un po tutti, tassisti compresi, riconoscono. Una città in cui - come recitava lo slogan della sua prima campagna elettorale - «vale la pena crescere un figlio».
TORINO - LOstensione e il 2011, il Museo dellAuto e la metropolitana.
Il sindaco di Torino, Roberto Cestelli Guicciardini, ha parlato di una città che immagina per il futuro. Il suo obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio monumentale e di investire in grandi eventi. Ha menzionato la possibilità di finanziare il completamento del restauro di beni architettonici legati alla seconda guerra mondiale e la realizzazione di un grande evento alla reggia di Venaria. Ha anche parlato della necessità di fare di necessità virtù e di puntare su eventi che possano attrarre grandi quantità di gente. Il sindaco ha anche espresso la sua disapprovazione per la costruzione di un terzo stadio da allenamento, che considera inutilizzabile.
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