Polemica sui contrassegni handicap Le multe di Sirio, 88 mila in meno rispetto al 2008 Il Pdl: il braccio di ferro Atc-imprese sarà fatto pagare ai cittadini Zamboni: non diciamo sciocchezze, deciderà la direzione lavori «Oltre 60 milioni di euro. Un terzo del costo dellintera opera. E il prezzo del ritardo nei cantieri del Civis. Superiore a quello della penale che il Comune dovrebbe pagare per bloccare lopera: circa 20milioni di euro». Alleanza Nazionale tira fuori i numeri delle "riserve" - il conto extra - che le aziende appaltanti del filobus potrebbero chiedere per il ritardo di tre anni del via ai lavori. Un conto che rischia di essere salatissimo. Carte alla mano, «si tratta di oltre un terzo del valore dellopera, che è di circa 180 milioni di euro» spiega il consigliere provinciale di An Michele Facci. In pratica tre volte più della penale del 10 che avrebbe consentito di bloccare lopera. «Con questi numeri crolla di fatto lidea dellassessore alla Mobilità Maurizio Zamboni che il Civis si dovesse fare per forza per non pagare la penale. In realtà la volontà del Comune di cambiare il progetto originario della giunta Guazzaloca ha fatto accumulare un ritardo ben più oneroso» dice Enzo Raisi, candidato per il Pdl a Palazzo Malvezzi, promette lo stop al Civis, «perché un costo del genere è in grado di far traballare i bilanci di Comune e Provincia». E attacca direttamente Zamboni, che aveva ironizzato sul tavolo proposto dal ministero dei trasporti: «Il Ministro Matteoli ha il diritto e il dovere di vigilare le procedure sul Civis, perché è uno degli enti finanziatori. Zamboni reagisce in maniera isterica». Ma lassessore scrolla le spalle - «Raisi dice sciocchezze» - e sdrammatizza anche il costo dei ritardi. «Certo, ci sono le riserve delle aziende - ammette - ma ci sono anche quelle della stazione appaltante, e cioè di Atc». Senza contare che bisogna vedere se i soldi che chiedono le aziende «saranno confermati dalla direzione dei lavori". In pratica bisognerà trattare, ed è una partita che «è di competenza esclusiva di Atc, anche se Comune e Provincia seguono la vicenda con attenzione». Daccordo anche il candidato Pd Flavio Delbono, che contesta lidea di stracciare il contratto, «cosa che avrebbe costi milionari», e propende per una correzione del percorso secondo le indicazioni della Sovrintendenza. Caustica lAltrainformazione: «Il Civis è un disastro per Bologna, ma non pagheranno i responsabili. Pagheranno sempre i cittadini». Gli automobilisti bolognesi sono diventati più diligenti, o hanno imparato a fare lo slalom tra i vari vigili elettronici che sorvegliano ormai molti tratti di strada. Il risultato comunque è un calo delle multe che nel 2008 sono state 88 mila in meno dellanno precedente, soprattutto per quanto riguarda le contravvenzioni «scattate» dallocchio elettronico di Sirio, Rita e Stars (ma anche gli accertatori della sosta hanno staccato 35 mila foglietti bianchi in meno). Aumentano invece le contravvenzioni per le auto dotate del pass per invalidi, contrassegni che ormai hanno raggiunto quota 10 mila in città e quindi gli stalli per la sosta riservati a questi tipi di auto ormai non bastano più. Per questo gli automobilisti portatori di handicap parcheggiano nei posti riservati al carico e scarico merci, implacabilmente multati da vigili e accertatori. Ma anche se uno di questi automobilisti ha vinto il ricorso contro il Comune davanti al Giudice di pace, la guardia non si abbasserà. «Purtroppo è così - ha allargato le braccia lassessore al traffico Maurizio Zamboni, interpellato ieri durante il question time da consigliere Serafino DOnofrio - la soglia di attenzione della polizia municipale si è elevata nel tempo proprio perché lestensione del fenomeno dei disabili che richiedono il contrassegno «H» è cresciuta». Ma a parte questa eccezione, gli automobilisti a Bologna sono oggi molto più attenti alle multe in agguato e ai vari meccanismi di rilevazione della velocità cui presto si aggiungeranno 17 pannelli per tenere sotto controllo la velocità della auto (senza però fare la multa). Il 64 delle persone beccate a percorrere una corsia preferenziale o a entrare in centro senza permesso sono residenti in comuni diversi da Bologna, percentuale che si alza all85 nel caso dei veicoli intestati a società.