Vincenzi e Burlando a Roma per trovare una soluzione al caso del Fondo "Disponibili a condividere uno sforzo straordinario per risolvere la questione" Carlo Felice, è tutto da rifare. Il risultato più evidente del vertice di ieri pomeriggio a Palazzo Tursi tra il presidente della Regione Claudio Burlando e il sindaco Marta Vincenzi è la presa datto che per il momento non si può fare niente. Una constatazione nascosta dietro a dichiarazioni generiche di interesse a risolvere la questione. La verità è che per il momento deve ancora essere individuato il meccanismo di intervento. E che comunque è indispensabile lintervento del governo. Che però finora ha fatto lo gnorri, lasciando intendere che non è compito del ministero risolvere un problema interno come quello del Fondo pensioni. E la strada che sembrava possibile, quella che vedeva la Regione accendere un mutuo garantito dal Comune? Macché, mancano i presupposti tecnici, è un cammino impercorribile. Il solo aspetto positivo per il Carlo Felice è il fatto che sia il Comune sia la Regione abbiano deciso di muoversi, dichiarando di essere «disponibili a condividere uno sforzo straordinario per risolvere la questione del Fondo pensioni». Dichiarazione di principio che cozza però contro una marea di difficoltà tecniche. Per risolverle fin dai prossimi giorni si metterà al lavoro un "tavolo tecnico" per capire quale strada sarà possibile seguire. «I tecnici dovranno valutare come agire - afferma Burlando - Ci vuole in primo luogo una disponibilità dei dipendenti a firmare un atto transattivo, senza il quale non si può fare nulla perché sono cifre troppo elevate per qualsiasi ente pubblico in questo momento». Gli fa eco la Vincenzi: «La difficoltà - dice - è anche quella di trovare uno strumento che sia giuridicamente congruo. E che preveda anche lobbligo immediato di rivalsa nei confronti degli amministratori del Fondo e di quanti hanno avuto una eventuale responsabilità nella situazione che si è determinata». Una apertura, almeno di principio, sarebbe venuta anche dal governo. Che, va ricordato, insieme a Regione e Comune è uno dei soci fondatori del Carlo Felice. In particolare il capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi, Salvatore Nastasi, ha accettato un incontro con Burlando e la Vincenzi per la prossima settimana, apposta per parlare del problema. A quanti temono che la crisi in atto sia lanticamera della chiusura del teatro dellopera genovese, risponde poi il sindaco Vincenzi: «Un teatro dellopera è uno degli elementi che consentono a una città e a una regione di stare in serie A e non in serie B». I risultati del vertice e le dichiarazioni successive provocano la dura reazione dei sindacati autonomi: «Siamo infuriati e delusi - sbotta Nicola Lo Gerfo della Fials - Più di tre mesi fa, prima di Natale, il sindaco e il commissario Ferrazza avevano detto che era stata individuata la soluzione per risolvere il problema del Fondo. Solo pochi giorni fa ancora la Vincenzi ha dichiarato che si era molto avanti verso la soluzione. E oggi Burlando e Vincenzi dicono che per ora non si può intervenire. I lavoratori si sentono presi per i fondelli. Da ora in poi organizzeremo una serie di iniziative che grideranno a tutta lItalia la nostra rabbia».
GENOVA - Carlo Felice, gli enti tentano il salvataggio
Ieri pomeriggio a Palazzo Tursi è stato tenuto un vertice tra il presidente della Regione Claudio Burlando e il sindaco Marta Vincenzi per risolvere il caso del Fondo "Disponibili a condividere uno sforzo straordinario per risolvere la questione". Il risultato è che per il momento non si può fare niente, e che deve ancora essere individuato il meccanismo di intervento. Il governo è stato invitato a intervenire, ma finora non ha fatto nulla. La Regione e il Comune hanno deciso di muoversi, dichiarando di essere disponibili a condividere uno sforzo straordinario per risolvere la questione. Un "tavolo tecnico" sarà costituito per valutare come agire e trovare una soluzione.
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