Visite e itinerari in luoghi e dimore storiche nella due giorni del Fondo per lAmbiente E soprattutto una grande festa dellarte, della storia e dellambiente, occasione per scoprire luoghi sconosciuti e normalmente inaccessibili al pubblico. Ma la «Giornata FAI di primavera», che torna per la 17esima edizione domani e domenica, è anche il momento in cui ognuno può fare qualche cosa di concreto per difendere il patrimonio artistico e culturale della nostra Penisola. Non a caso lo slogan che accompagna il programma nazionale è «FAI anche tu» perchè si può semplicemente partecipare alle visite guidate e godere della bellezza di palazzi, chiese, borghi, siti archeologici (29 i beni aperti in 15 località dellEmilia Romagna, sei tra Bologna e provincia) oppure contribuire con nuove iscrizioni o donazioni ad alimentare questa associazione che si propone piuttosto come una «grande comunità culturale e spirituale». A presiederla cè Giulia Maria Mozzoni Crespi, tenace combattente per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale, che questa sera alle 19 al Castello di Montecchio riceverà il «Premio Paesaggio». Un riconoscimento che di fatto lega liniziativa del Fondo Ambiente Italiano alla Biennale del Paesaggio, curata dalla Provincia di Reggio Emilia, in un programma comune per questi due giorni dal titolo «La riscoperta del Fiume-Itinerari ed emergenze paesaggistiche in Val dEnza». Ma il Fai non è solo natura e così a Bologna il pubblico potrà visitare alcuni luoghi che raccontano la storia della città (info: 051 2092808). A partire da Casa Saraceni, in via Farini, bellesempio di architettura rinascimentale, a due piani, con la facciata elegante in cui il vuoto del portico, scandito da sette arcate a tutto sesto, si bilancia con il piano nobiliare ritmato da ampie finestre. Gli interni sono riccamente decorati, soprattutto nei soffitti, e opere darte della collezione della Fondazione Carisbo, che nel palazzo ha la sede di rappresentanza, contribuiscono a completare latmosfera accogliente, e allo stesso tempo altera, degli spazi. Basta poi attraversare la strada per visitare il palazzo di residenza della Carisbo, disegnato da Giuseppe Mengoni. Se Casa Saraceni è un esempio di abitazione gentilizia cittadina basta uscire appena fuori porta per apprezzare le dimore di campagna della nobiltà petroniana. Palazzo Albergati a Zola Predosa ne è un bellesempio, edificato nella seconda metà del Seicento per conto del marchese senatore Girolamo Albergati Capacelli. Quattro bastioni agli angoli, la torre quadrata al centro e la muratura possente regalano alla costruzione la sicurezza di una fortezza, ingentilita allinterno da ampi saloni affrescati. Domenica si può raggiungere Zola Predosa partecipando ad una biciclettata organizzata da Montesolebikegroup che parte da Palazzo Pepoli Campogrande (via Castiglione 7; info: 0516255924), dove si visita anche lappartamento privato.