CONTRATTI. Dopo lo sciopero di Traviata Il sovrintendente Girondini incontra i sindacati il 2 aprile Le acque tornano ad agitarsi nelle Fondazioni liriche sinfoniche italiane, se mai sono state tranquille in questi ultimi tempi. Anche le forze artistiche dell'Arena hanno incrociato le braccia in occasione della prima rappresentazione di La Traviata al Teatro Filarmonico. Uno sciopero, promosso a livello nazionale (tutti gli altri teatri italiani stanno proclamando l'astensione dal lavoro in occasione delle prime in cartellone) per richiamare l'attenzione su alcuni punti fondamentali della gestione musicale italiana come: il rinnovo del contratto collettivo di lavoro scaduto da due anni, il recupero dei tagli ai finanziamenti statali operati al Fus, la promessa riforma delle stesse fondazioni liriche, regolate ancora dall'obsoleta legge 36796. Per quest'ultima il sindacato punta a chiedere l'inserimento di un finanziamento certo del contratto nazionale di lavoro, la responsabilità in solido dei sovrintendenti e dei consigli di amministrazione, l'allineamento del comparto ad un profilo europeo, dal momento che le risorse destinate all'intera produzione culturale e di spettacolo dal governo non supera lo 0,20 per cento del Pil (fra i più bassi a livello comunitario) quando la media europea si attesta invece oltre l' 1,5 per cento. Da una parte il governo dichiara che «il costo del lavoro e gestionale sia la causa dell'erogazione al comparto del 47,8 per cento del Fus a discapito degli altri settori». Dall'altra il sindacato, «dati alla mano», afferma che il costo del lavoro è invece inferiore alle media europea, «mentre si registrano significativi aumenti di produttività in diverse fondazioni liriche qualora sostenuti da finanziamenti adeguati». In una nota il coordinamento nazionale sindacale invoca un incontro con il ministero e l'apertura di un tavolo di trattative «autorevole e competente, promesso, ma non ancora tenuto», nel mentre denuncia una situazione di «profonda incertezza anche per la crisi che investe la parte datoriale rappresentata dall'Anfols» (associazione nazionale fondazioni liriche sinfoniche) e il pericolo che un decreto legislativo possa «precarizzare l'occupazione e smobilitare eo snaturare il sistema di produzione culturale trasformando i teatri da centri di produzione a centri di circuitazione». Sul fronte Arena di Verona il sovrintendente Francesco Girondini si appresta intanto a ricevere le organizzazioni sindacali locali. Il primo incontro è stato fissato per il 2 aprile. I sindacati chiedono alla Fondazione soprattutto un aggiornamento sui concorsi interni (alcuni settori artistici affermano di essere sotto organico) e sul futuro della programmazione artistica. Nel frattempo devono essere completate le procedure da parte dei soci e si attendono novità dal ministro Bondi.G.V.