Il Comune e l'Ente Parco: presto i lavori di recupero dell'area Il sequestro è scattato: i manufatti abusivi in bocca di Serchio sono finiti nel mirino della magistratura pisana e sono arrivati, come s'usa dire, i sigilli. E ora? A rigor di logica, l'inchiesta portata avanti dalla procura dovrà individuare i responsabili, ossia chi ha costruito quei rimessaggi e quelle baracche violando le norme. Operazione non facile: infatti, non è detto che i proprietari delle barche siano gli stessi che hanno realizzato i manufatti. Poi c'è un'altra partita: «Sarà necessario ripristinare lo stato dei luoghi - spiega Giancarlo Lunardi, presidente dell'Ente Parco -, in attesa che decollino i lavori di recupero dell'area». I primi fabbricati (baracche con retoni) furono costruiti lungo la sponda destra del Serchio a partire dal dopoguerra fino agli anni Sessanta, con autorizzazione avuta del ministero, trattandosi di suolo allora appartenente al demanio marittimo. Da allora, più volte, le strutture lungo la foce del Serchio sono state demolite e poi ricostruite. Alla fine degli anni Novanta il piano di gestione del Parco ha previsto di regolamentare l'uso pubblico e sociale dell'area con un progetto affidato al Comune di Vecchiano, che preveda accosti pubblici e privati e strutture pubbliche di servizio. Il Comune ha presentato più progetti, ma non è mai stato trovato un accordo in sede di conferenza dei servizi, perché ogni volta alcuni degli enti interessati (Comune di Vecchiano, Parco, Soprintendenza, Provincia e Asl) hanno richiesto modifiche, non approvando il progetto. «Siamo di fronte ad aree che risultano private o, comunque, ad aree demaniali di competenza prima del genio civile, oggi della Provincia - afferma Rodolfo Pardini, sindaco di Vecchiano -. È bene chiarire che il Comune ha iniziato a lavorare già nel 1999 con un progetto di riordino degli accosti, bocciato nella conferenza dei servizi, e poi ha dovuto attendere il 2006 affinché si perfezionasse il cambio di competenze sul demanio, dal genio civile alla Provincia. Con un protocollo d'intesa del novembre 2007, il Comune ha elaborato un secondo piano di riordino degli accosti che è stato discusso anche con la cittadinanza e poi sottoposto alla conferenza dei servizi che ha ritenuto di modificarlo di nuovo. Oggi c'è un nuovo progetto che sarà presentato nella conferenza dei servizi il 2 aprile. Confidiamo di arrivare in tempi brevi al riordino totale dell'area. I lavori potrebbero cominciare a giugno». Il piano in via d'approvazione consentirà di mantenere l'uso tradizionale e sociale della barra sabbiosa di fronte alla foce del fiume Serchio, la cosiddetta penisola dei gabbiani. Lunardi aggiunge: «Vogliamo liberare l'area dagli abusi e impegnarci per l'uso sociale e sostenibile della zona».
MIGLIARINO. Pontili al posto dei rimessaggi abusivi
Il Comune e l'Ente Parco stanno lavorando per recuperare l'area lungo il Serchio, dove sono stati trovati manufatti abusivi. L'inchiesta della procura di Pisa sta individuando i responsabili dei rimessaggi e delle baracche. Il presidente dell'Ente Parco, Giancarlo Lunardi, spiega che è necessario ripristinare lo stato dei luoghi prima dei lavori di recupero. I primi fabbricati furono costruiti nel dopoguerra e successivamente demoliti e ricostruiti. Il piano di gestione del Parco prevede di regolamentare l'uso pubblico e sociale dell'area. Il Comune ha presentato più progetti, ma non è stato trovato un accordo.
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