VA VIA, ma senza abbandonare i suoi artisti. Va via, perché ha paura per il futuro e per un «Pan che rischia di sbriciolarsi». Lex direttrice del museo, Julia Draganovic, due giorni fa, ha annunciato che abbandona la direzione, ma ieri, alle 12 era al museo, per il cambio scena dellEmergency Room: «Rimango fino alla fine del progetto per volontà e per senso di responsabilità». Tutti gli artisti di "Emergency" avevano annunciato una manifestazione di solidarietà alla direttrice e dopo le polemiche per la rimozione di "Sacred Love", lopera di Sebastiano Deva. Ma è stata la Draganovic a chiedere di non fare niente. Per due motivi. «Uno perché non credo che ci sia stata censura. A me lopera di Deva piace, ma appena mi hanno fatto notare che poteva offendere il senso religioso ho capito che era giusto rimuoverla, e così avrei fatto, in un dibattito sereno, che invece, ahimè, è degenerato». Due perché «non voglio che si pensi che io strumentalizzi il Pan per fini personali. Non è mio stile. Come non è mio stile parlare di soldi». «Se fossi venuta a Napoli per arricchirmi, sarei andata via nel 2006 quando non mi pagarono dopo i primi tre mesi - dice - Invece sono rimasta perché avevo un progetto, che nonostante le difficoltà di budget, sono riuscita a realizzare. Ora però avevo paura per il futuro. Un futuro con più responsabilità, ma anche più vincoli e poca chiarezza». E la Draganovic si difende anche dalle accuse di non aver dato spazio agli artisti napoletani: «Su 262 artisti invitati al Pan, 92 sono napoletani. Non mi sembra poco». Descrive invece un Pan «non indipendente» e «con grossi problemi», «a partire dal personale assunto con contrattini di due e quattro mesi». «Spero che lassessore risolverà questo problema, perché se il Pan vuole apparire forte devono essere forti i suoi lavoratori». La Draganovic parla di «condizioni insostenibili», ma smorza la rivalità con la direttrice del centro di documentazione, Marina Vergiani: «Questa doppia anima era proprio la nostra forza». E va vai senza rimpianti: «Ho dato a questo museo tutto quello che potevo, e porterò con me la grande esperienza fatta proprio con gli artisti napoletani».