«Un condono preventivo lungo 12 mesi». E senza appello la bocciatura che Legambiente Toscana fa del decreto legge del governo sull'edilizia. «Il territorio - come dice il presidente dell'associazione ambientalista Piero Baronti - verrà lasciato nelle mani dei cementificatori senza nessuna possibilità di intervento dei Comuni che potranno solo assistere allo scempio». Per questo Legambiente appoggial la decisione della regione di ricorrere alla Corte costituzionale se il decreto del governo verrà emanato e chiede al presidente della Toscana Martini che ci sia «una corsia d'emergenza» per l'approvazione in Consiglio regionale di una legge «salva paesaggio». Con Martini si schiera anche il consigliere regionale del Pd e presidente della commissione ambiente della Regione Erasmo D'Angelis. «Di edilizia in questo presunto piano casa c'è poco o nulla - commenta D'Angelis riferendosi al piano Berlusconi -, ma dentro si nasconde il virus di un condono preventivo anticipato che più che rilanciare l'economia, rilancerà alla grande gli interessi di qualche furbetto, dei più forti immobiliaristi e di qualche speculatore». Critica invece Martini il consigliere regionale di Forza Italia Paolo Marcheschi che parla di «politica degli annunci» spiegando che i soldi sul piano casa sono fondi statali fin qui non utilizzati. E invita la Regione a rivedere la proposta di legge sulla casa dell'assessore Baronti che blocca la vendita delle case popolari agli asegnatari. Anche il "coordinamento autogestioni e assegnatari" attacca la "legge Baronti" perché nega l'acquisto agli assegnatari che invece, secondo il comitato, vedono con favore l'idea del governo di permerre l'acquisto delle abitazioni in cui vivono oggi. E già hanno convocato un'assembela regionale per il prossimo 28 marzo all'auditorium della Regione in via Cavour.