Si fa presto a dire: Berlusconi sconfitto. E' sicuro che avrebbe pagato di tasca propria per varare il piano casa domattina con un decreto, e fino all'ultimo ha insistito con i presidenti delle Regioni prima di correre a ricevere i Reali di Svezia, che spiritosamente ha definito «socialisti». Se il suo obiettivo era quello di presentarsi con un trionfo al congresso del Pdl, gli è andata male. Per cui si spiega come mai, ieri sera, fremesse dalla voglia di approvare lo stesso qualcosa, al limite un decretino-antipasto, limitato alle materie che non toccano le competenze regionali, cioè in pratica nulla. Scoccia al Cavaliere che passi sui giornali l'idea di aver subito uno stop. Però in fondo si tratta di giorni. Un rinvio minimo per dare modo ai Governatori di presentargli la controproposta. In cambio, il Cavaliere punta a incassare tanto. L'uomo è così. Gli dai un dito, lui ti cattura il braccio. Ne sa qualcosa Errani, presidente dell'Emilia Romagna. Mentre volavano a 300 orari sul Frecciarossa, nel viaggio sperimentale di martedì, aveva suggerito al premier di fronteggiare l'emergenza abitativa, case popolari per chi ne ha bisogno. A Silvio, ex re del mattone, sono luccicati gli occhi. E ha sfruttato al volo l'idea di Errani (tra parentesi, fresco di nomina nella segreteria Pd) come trampolino di lancio del nuovo grandioso progetto berlusconiano: le «New Town», vere e proprie città da affiancare a tutti i capoluoghi di provincia. Mentre nella Sala Verde di Palazzo Chigi illustrava il suo sogno, narrano i testimoni, la voce assumeva toni lirici. Lui già vede le banche, i Comuni, lo Stato e i privati che fremono per tirar su le nuove metropoli in soli 24 mesi... Il rinvio è un affare soprattutto per Berlusconi. Altrimenti fi gurarsi se l'avrebbe accettato. Entro martedì, le Regioni gli consegneranno un «inventario di misure possibili». A quel punto il governo potrà assorbirle in un nuovo provvedimento. Potrà trattarsi di un decreto d'urgenza, ipotesi per nulla esclusa, anzi il Cavaliere la tiene come un cannone puntato nella trattativa con i Governatori. Ma resta aperta la strada, rose e fiori, del disegno di legge aperto al contributo del Parlamento: dipende da come si comportano le Regioni. Mettono i bastoni tra le ruote per dare una mano a Franceschini? Decreto. Collaborano? Disegno di legge. Come al solito ci sono i falchi e le colombe, quelli che spingono Berlusconi a tagliar corto e quanti, a cominciare dal giovane smaliziato ministro Fitto (scuola dc) cercano di alimentare un dialogo costruttivo. Già, perché una buona fetta del programma berlusconiano passa attraverso l'accordo con le Regioni, comprese quelle «rosse». Su quanto di buono il governo ha combinato finora, c'è il loro timbro. In cima alla lista, il federalismo fiscale. Poi gli ammortizzatori sociali. Quindi i regolamenti di attuazione dei tagli nella scuola. Ancora: un primo piano per la casa che vale 550 milioni di euro. Di ieri l'accordo sulla sanità (1 miliardo 410 milioni di euro). Ma il bello deve ancora venire. Tra governo e Regioni c'è in ballo il nuovo ciclopico patto per la salute, vale a dire i finanziamenti del prossimo triennio. Ci sono i decreti di attuazione del federalismo fiscale, pupilla degli occhi di Bossi. Il quale non a caso ha spedito ieri Maroni (che non c'entrava nulla) a vigilare sull'incontro tra Berlusconi e i Governatori. L'elenco si completa con il nuovo Codice delle autonomie, lo sviluppo delle grandi opere, perfino la localizzazione delle future centrali nucleari... Insomma, non è certamente un caso se pure un Governatore di centrosinistra tra i più agguerriti, Piero Marrazzo, coglie «un clima migliore e diverso nel rapporto con il governo, quantomeno il muro contro muro è stato evitato». Riconosce Bonaiuti, portavoce del premier: «Ogni volta che ci accordiamo con le Regioni, è tanto di guadagnato per il paese». E, sottinteso, per Berlusconi.
Berlusconi sogna già le "New Town"
Il governo di Silvio Berlusconi ha subito un rinvio per varare il piano "casa" e ha deciso di presentare un decretino-antipasto, limitato alle materie non competenti delle Regioni. Il rinvio è un affare soprattutto per Berlusconi, che si aspetta di incassare tanto. Il governo ha già combinato alcuni punti del programma berlusconiano, come il federalismo fiscale e gli ammortizzatori sociali. Tuttavia, il bello deve ancora venire, in particolare il nuovo patto per la salute e il Codice delle autonomie. Le Regioni hanno espresso la loro disponibilità a collaborare con il governo, ma ci sono ancora molte sfide da superare.
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