Il nuovo «Piano Casa» del governo coprirà di cemento il territorio. Ma non risolverà il problema del disagio abitativo. A lanciare l'allarme sui rischi del provvedimento non sono soltanto le associazioni ambientaliste. «Si aumenta così la confusione nel territorio e l'urbanistica fai da te», dice l'assessore alla Casa Mara Rumiz, «ma non si affronta per niente il problema del disagio abitativo». Rumiz ha inviato ieri un lungo promemoria all'Anci, l'associazione dei comuni italiani. Mettendo nero su bianco tutte le perplessità del Comune sul nuovo progetto del governo. La prima ricalca quella già espressa dalle Regioni Toscana e Umbria. Cioè il vizio di «incostituzionalità». «Questi provvedimenti», scrive la Rumiz, «riguardano una materia già trasferita dallo Stato alle Regioni. Appare quanto meno contraddittorio, proprio nei giorni in cui non si fa che parlare di federalismo». Secondo punto, l'emergenza casa. «Questo decreto ha ben poco a che fare con il problema del disagio abitativo», scrive l'assessore, «è una misura che può riavviare il settore dell'edilizia e può far felice chi una casa ce l'ha già, soprattutto se è una villetta. Di sicuro non aiuta i tanti che sono alla ricerca di un alloggio né i giovani che dovrebbero uscire dalla casa di famiglia. Senza contare che aumenteranno i contenziosi, soprattutto nelle città e nei condomini». La possibilità di aumentare del 30 per cento i volumi degli edifici potrebbe essere allargata anche agli edifici vincolati. Se passerà la norma che prevede il silenzio assenso da parte delle Soprintendenze. Un ulteriore rischio segnalato da Italia Nostra al Presidente della Repubblica. Con le forze in campo e l'eseguità di organico delle Soprintendenze nulla è più facile infatti che le pratiche non ottengano risposta nel tempo fissato dalla legge (30 giorni). «Un rischio enorme per il territorio», denuncia Sebastiano Bonzio, capogruppo di Rifondazione in Comune, «e soprattutto una presa in giro: tutto questo aiuterò solo i proprietari di case e le imprese, non certo chi ha bisogno di un alloggio». Con l'apertura degli «sportelli casa», racconta Bonzio, sono centinaia i cittadini che si rivolgono a noi, soprattutto in terraferma, per segnalare situazioni di emergenza. Insomma, aumentano gli sfratti e soprattutto le situazioni di crisi. «In tanti non riescono a pagare le rate del mutuo, gli affitti sono sempre alti, il mercato della casa è fermo. E aumentano in terraferma gli sfratti per morosità. Che fine hanno fatto i 500 milioni stanziati dal governo Prodi per il Piano casa?» Ma mentre vengono tagliate le risorse per l'Edilizia pubblica e per la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico, è pronto a partire il nuovo Piano Casa. Si potranno abbattere edifici non vincolati costruiti prima del 1989, con un «premio» del 30 per cento di cubatura in più. Per tutte le altre abitazioni la possibilità di ampliamento è del 20 per cento. Secondo uno studio commissionato dai Verdi l'aumento su scala nazionale delle superfici abitabili sarà di 490 milioni di metri quadrati, un miliardo e mezzo di metri cubi. Insomma, una vera invasione di cemento che secondo Italia Nostra si tradurrà in una «devastazione edilizia» e del paesaggio. Per il momento la città storica non sarebbe interessata alle possibilità di deregulation, vista l'esistenza di vincoli. Ma il provvedimento interessa già da subito le aree marginali della città - Lido e Sacca Fisola - e soprattutto la terraferma, fino ai confini della gronda lagunare.
VENETO - Il piano casa non risolverà i problemi
Il nuovo Piano Casa del governo coprirà di cemento il territorio, ma non risolverà il problema del disagio abitativo. L'assessore alla Casa Mara Rumiz ha inviato un promemoria all'Anci, l'associazione dei comuni italiani, per esprimere le perplessità del Comune sul provvedimento. Il piano ha ben poco a che fare con il problema del disagio abitativo e potrebbe aumentare i contenziosi, soprattutto nelle città e nei condomini. La possibilità di aumentare del 30 per cento i volumi degli edifici potrebbe essere allargata anche agli edifici vincolati.
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