Dopo l'incontro Stato-Regioni sospesa la bozza di decreto. Martini: ora una legge condivisa Un tavolo lavorerà fino a martedì per l'intesa, verso la cancellazione delle deroghe e limitazioni per i centri storici Sceglie il basso profilo «Non parliamo di vittoria della Toscana... Non mi interessa, quello che è importante è che il decreto così come ci era stato presentato è stato messo da parte» il presidente della Regione Claudio Martini, ma è soddisfatto. Niente piano-casa per decreto, a meno di sorprese, e un tavolo governo-regioni che lavorerà fino a martedì per «misure condivise per dinamizzare economia ed edilizia», ma in quadro diverso. La conferenza Stato-Regioni che ha archiviato così il decreto sul piano-casa e fissato la nuova tabella di marcia, è stata preceduta dall'incontro tra le Regioni (due ore di faccia a faccia) e seguita dalle dichiarazioni del premier e dei governatori. Nel mezzo Silvio Berlusconi che per mezz'ora ha partecipato all'incontro, le precisazioni di Gianni Letta sulla «bozza» inviata venerdì, i punti di contatto tra esecutivo e presidenti come la necessità di snellire le procedure e l'opportunità di abbattere e costruire meglio i vecchi edifici, l'idea del presidente del consiglio di risolvere l'emergenza casa costruendo «new town», città satelliti. «L'incontro di oggi (ieri, ndr) spiega Martini, di ritorno dalla capitale ha sgombrato il tavolo dalla bozza di decreto che conoscevamo. Quel testo non è più la base di confronto, è stato messo da parte, e tutte le Regioni hanno sottolineato come non si possa procedere per decreto. L'atmosfera non è stata tesa, non sono emerse tra Regioni governate dal centrosinistra e dal centrodestra divergenze rilevanti, pregiudiziali. Tutti, chi più chi meno, si sono detti preoccupati su aspetti come la deroga a tutti gli strumenti urbanistici, il cambio di destinazione d'uso, il procedere per decreto, la possibilità di ampliamenti anche nei centri storici. Posso dire che tutti i presidenti sono stati coesi nel no al decreto e alle deroghe sempre e ovunque». Anche Sicilia e Friuli si sono dimostrate tiepide sul decreto (perfino in Veneto ha spiegato che la sua legge ha qualche tutela in più), e il risultato è stata la marcia indietro dell'esecutivo. «Berlusconi ci ha spiegato che il testo a noi trasmesso non era il suo, che era favorevole a intervenire per decreto ma che questa questione non era pregiudiziale se le Regioni si opponevano. Ha insistito che occorreva decidere racconta Martini perché il Paese ormai si aspetta gli aumenti di volume e sostenuto che il provvedimento, interessando le case mono e bifamiliari, riguarderà il 40 dei proprietari di immobili in Italia». Berlusconi ha lasciato la regìa della riunione per andare al pranzo ufficiale con i reali di Svezia e la conclusione è stata quella di lavorare fino a martedì, «congelando» quindi eventuali decreti da approvare domani in consiglio dei ministri, rispettando le competenze degli enti locali. «Ripartiamo dall'esigenza comune di interventi per semplificare e dinamizzare l'attività edilizia, penso a possibili aumenti di volume senza però stravolgere i piani urbanistici, e di un vero piano caso. Non sono né ottimista, nè pessimista conclude Martini ma registro che sembra non ci saranno decreti e sembra che non saranno interessati centri storici e saranno rispettati i ruoli e le prerogative costituzionali ». Positivo anche il commento di Leonardo Domenici, presente all'incontro in qualità di presidente dei Comuni italiani. «Bene questa ripartenza sottolinea Domenici su basi e contenuti diversi. Ora si dovrà cambiare impostazione; in ogni caso penso che lo strumento migliore sia un disegno di legge, che riuscisse magari anche a contemplare ambiti particolari come quello ad esempio della creazione di alloggi decenti con affitti decenti».
TOSCANA - La Toscana smonta il piano casa. Forse
Il presidente della Regione Claudio Martini ha annunciato che la bozza di decreto sul piano-casa è stata sospesa dopo l'incontro tra lo Stato e le Regioni. Il governo e le Regioni hanno concordato di lavorare insieme per misure condivise per dinamizzare l'economia e l'edilizia, ma in un quadro diverso. Il premier Silvio Berlusconi ha spiegato che il testo originale non era stato il suo e che il governo non intende intervenire per decreto. Le Regioni hanno espresso preoccupazioni su aspetti come le deroghe alle leggi urbanistiche e il procedere per decreto. Il tavolo governo-regioni lavorerà fino a martedì per raggiungere un accordo.
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