Instancabile e acuto osservatore, rigoroso nello studio, meticoloso «collezionista» di immagini e testimonianze, spesso e a ragione provocatorio, Federico Zeri ha rivoluzionato le conoscenze sull'arte. A lui, e al suo immenso patrimonio documentario custodito nella Fondazione Zeri all'ex Convento di Santa Cristina dell'Alma Mater, è dedicata, per la prima volta in assoluto, una grande mostra che sarà allestita al Museo Archeologico di Bologna dal 10 ottobre al 10 gennaio 2010 dal titolo «Federico Zeri. Dietro l'immagine, opere d'arte e fotografia». La curatrice Ottani Cavina, direttore della Fondazione, ne anticiperà i contenuti domani alle 11 al Salone dell'arte del restauro a Ferrara. «Sarà un allestimento molto spettacolare assicura che cercherà di fare comprendere allo spettatore come lavorava Zeri, quali erano i suoi strumenti, come archiviava le immagini e i reperti che raccoglieva in giro per l'Italia e a quali sorprendenti risultati conducevano le sue analisi». Insomma, sia ben chiaro anche ai profani che il lavoro del critico e dello storico dell'arte non è astratto e misterioso ma, al contrario, tanto concreto quanto prezioso. In una sala, ad esempio, sono esposte due grandi nature morte acquisite dalla romana Villa Borghese, inizialmente considerate ad opera di fiamminghi del '600. Fu Zeri a valutare una serie di bolli e timbri apposti sulle tele e a verificare, così, che in realtà quelle opere erano state sequestrate nel 1610 da un tribunale di Roma ma provenivano dalla bottega del Caravaggio e che, forse, erano state realizzate, in gioventù, dallo stesso pittore. «È solo uno dei casi che riproduciamo in mostra, fa sapere Ottani Cavina grazie ai prestiti di diversi musei e collezioni private. All'inizio del percorso espositivo, invece, abbiamo ricostruito lo studio dello storico ». Ma quello che dovrebbe maggiormente stupire è la sezione dedicata alle fotografie di grande formato, albumine e gelatine, di fine '800, che riproducono dipinti del Rinascimento. «Questa parte di collezione sottolinea la curatrice nessuno l'aveva mai vista ed è stata recuperata digitalizzando e mettendo in ordine la ricchissima fototeca (circa 290 mila scatti), parte del lascito all'Università. Nessun critico aveva nutrito, come invece Zeri, dagli anni 50 ai 70 una così grande passione per la fotografia, eppure quelle gigantografie oltre a rappresentare il gusto di un'epoca, di due secoli fa, riproducono dipinti che sono andati distrutti o di cui si sono perse le tracce». Zeri era tra i massimi esperti della pittura italiana e all'Archeologico saranno esposte opere di Lorenzetti, Sassetta, Donato de' Bardi, Pulzone, Pietro e Gianlorenzo Bernini sulle quali il critico ha aggiunto nuove importanti informazioni ribaltandone altre. Zeri, come dimostra, tra l'altro, l'archivio librario e fotografico custodito dall'Alma Mater, coltivava interessi multiformi, dalla pittura all'archeologia, dalla scultura alle arti decorative all'architettura. In particolare, una serie di immagini che saranno esposte mostrano le campagne del Lazio di fine '800 con viali, parchi, ville e giardini ormai completamente distrutti, simboli di un mondo perduto per sempre. Infine, il percorso dell'Archeologico si chiuderà con la proiezione di alcune interviste video in cui Zeri non teme di bacchettare stato, città e sovrintendenze indifferenti alle loro bellezze architettoniche e naturali. «In un filmato anticipa la Ottani Cavina Zeri cammina lungo una via Appia rovinata, sporca di rifiuti e lattine. Lui ne denuncia il degrado con una abilità comunicativa fuori dal comune: anche tutto questo, secondo lui, era dovere di un critico dell'arte». La mostra, con il coordinamento di Alessandra Mottola Molfino, sarà realizzata in collaborazione con la soprintendenza dei beni artistici di Bologna.
BOLOGNA - Zeri, oltre il mito
La mostra "Federico Zeri. Dietro l'immagine, opere d'arte e fotografia" sarà allestita al Museo Archeologico di Bologna dal 10 ottobre al 10 gennaio 2010. La curatrice Ottani Cavina anticiperà i contenuti della mostra il 10 ottobre. La mostra presenterà opere d'arte e fotografia di Federico Zeri, uno storico e critico dell'arte italiano. La mostra esporrà opere di artisti del Rinascimento, come Lorenzetti e Sassetta, e mostrerà come Zeri abbia analizzato e documentato le opere d'arte. La mostra presenterà anche fotografie di grande formato, albumine e gelatine, di fine '800, che riproducono dipinti del Rinascimento.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo