JESOLO. Nuove torri crescono e neanche la Soprintendenza ferma lo sviluppo urbanistico di Jesolo. Dopo il via libera in Consiglio comunale all'ennesima ricomposizione alberghiera affidata ad un architetto di fama internazionale, spunta anche il progetto di una torre da almeno 18 piani tra il Laguna shopping e il nuovo Mc Donald's. Il primo è un intervento in zona B3, zona di riorganizzazione alberghiera. La delibera, con voto contrario delle opposizioni, ha individuato un ambito sul quale poi si estenderà il progetto dell'architetto Jean Nouvel. «Sicuro il raddoppio della cubatura, ora fissata a 11.300 metri cubi». Roberto Rugolotto del Pd è perplesso: «Si passerà a 22.600 metri cubi, per merito dei cosiddetti premi volumetrici. E questo riguarda un'area di appena 10.600 metri quadri, ora occupata dalla colonia Stella Maris con alle spalle un enorme parco. Parco che il Prg ha separato dall'unica proprietà per destinarlo ancora a villaggio a residenza turistica. L'area in oggetto, che si estende dall'arenile alla via Levantina, doveva consentire l'edificazione di importantissime strutture ricettive, anche a torre, perché era possibile un loro marcato arretramento dall'arenile. Con l'ampia area verde a disposizione potevano essere previste le terme, alberghi a cinque stelle, residenze di lusso per qualificare e diversificare ancor di più l'offerta jesolana. Invece si è chiesto ai consiglieri di votare al buio un progetto di cui si conosce solo l'entità volumetrica». Il sindaco Calzavara ha annunciato una prossima torre anche di fianco al Laguna che però sarà molto più alta, non essendoci vincoli della Soprintendenza in questa zona, e i lavori dovrebbero partire entro l'anno. Una torre modernissima, a specchi, che «osserverà» le vicine torri gemelle in piazza Drago. Claudio Ferro, socialista, appare perplesso. «Il sindaco ha comunicato con senso di responsabilità - dice Ferro - che sarà opportuno fare un Consiglio comunale dedicato ai vincoli proprio per tentare di sanare la situazione amministrativa di molti casi irregolari. La mia interpellanza ha posto la questione per trovare una soluzione amministrativa per quei circa 400 casi di licenze o autorizzazioni irregolari per le diverse interpretazioni delle norme, in modo da rilasciare, in futuro, autorizzazioni edilizie senza il patema d'animo che possano risultare irregolari».