VENEZIA. Decreti che volano come farfalle. Progetti di legge per riformare le norme edilizie, attraverso l'emanazione di una legge delega, che si intrecciano nell'aria. Guerre annunciate tra Stato e Regioni. L'ormai famoso «Piano casa» è diventato una sorta di terreno bombardato, ancora prima che qualcuno ci possa costruire qualcosa sopra. Le proposte si susseguono una dietro l'altra. «Riguarda case e condomini». «No, solo le villette». «Salta a piè pari tutti i vincoli». «No, verranno mantenuti». «E' solo per le case terminate prima del 1989». «No riguarda quelle fino al 2008». Insomma un pasticcio che avrà una prima verifica stamane nella conferenza Stato-Regioni dove si prevedono tuoni infuocati. Anche perchè non tutte le Regioni, anche fra quelle del centrodestra, sono disposte ad accettare un decreto che imponga loro norme in materia che in questo momento è di loro competenza. All'origine di questo polverone la proposta della Regione Veneto, elaborata da Niccolò Ghedini, propugnata da Giancarlo Galan, fatta propria dal neoeletto presidente della Sardegna Ugo Cappellacci. Galan, allora, andrà oggi a Roma a difendere il decreto? «No, non andrò, non ho tutta questa gioia di andare a Roma. Ma credo che Renzo Maragon sappia benissimo come difendere le nostre proposte». Mi scusi, ma il decreto sembra assai cambiato rispetto alle origini. «Mah, aspettiamo e vediamo, ormai ce n'è una versione ogni ora. Nessuno sa quale sarà quella definitiva che sarà presentata». Ma ce n'è almeno una di queste versioni che pare davvero molto "liberista": nessun vincolo temporale, vale per tutte le case costruite fino al 2008, cioè ieri. E' d'accordo? «No, veramente se il testo è questo, no». Parere delle sovrintendenze da rilasciare in trenta giorni, previo il silenzio assenso. «Anche una norma del genere non mi sembra un granchè: e come dire che non esistono vincoli, e invece i vincoli debbono restare. Insomma, per quanto mi riguarda, per me valgono le norme fissate nella legge che abbiamo fatto per il Veneto». Già ma se il governo impone un decreto per tutte le Regioni anche lei deve adeguarsi. «Anche questo è in discussione. Comunque se mi impone cose con le quali non sono d'accordo, farò ricorso contro le norme. Non sarebbe neanche la prima volta che mi oppongo a dei provvedimenti del governo. La nostra proposta originaria era diversa». E cioè? «Un atto di indirizzo del governo con dei limiti e principi generali e poi le Regioni avrebbero provveduto da sole: anche perchè il Veneto non è uguale alla Calabria». Allora ha ragione il presidente dell'Emilia, Vasco Errani, che dice di essere contrario al decreto? «No, Errani non ha ragione perchè si oppone a tutto. Io invece sono d'accordo con le norme che abbiamo proposto per risollevare l'attività edilizia: insomma su un provvedimento che abbia confini e norme precise». Ma alcuni lo hanno bollato come condono continuo. Dopo il popolo delle partite Iva avremo la vittoria del popolo delle villette? «Battutte da intellettuali snob. Il provvedimento del Veneto è giusto: perchè non devo dare la possibilità alla gente di ampliarsi la casa? Perchè deve sottostare alle vessazioni degli uffici comunali e a procedure burocratiche infinte? Perchè non è bello abbattere case e capannoni brutti per sostiturli con altri più belli e a norma?» Perchè ogni volta che si annuncia un provvedimento di questo genere sulla casa, in Italia, nascoso abusi come funghi. «E allora? Non si devono fare le leggi perchè qualcuno ne abusa?» Ha visto che c'è una ricerca che dice che di case in Veneto ce ne sono già troppe e che si è costruito a iosa in questi anni? «Mica è obbligatorio ricorrere alla legge. Se le case sono troppe non servirà». Ma nel frattempo saranno nate mille verande e portici chiusi, condomini alzati, solo con la dichiarazione di un progettista. Chi controllerà? «I Comuni, hanno gli strumenti. C'è Google, ci sono anche i satelliti con i quali si possono anche controllare gli alberi che si piantano. E poi molte cose si possono fare già ora».
VENETO - Galan, padre di una legge che non riconosce più Pronto a far ricorso
Il presidente della Regione Veneto, Renzo Maragon, ha espresso la sua opposizione al decreto del governo per riformare le norme edilizie, che prevede la creazione di una legge delega per le villette costruite fino al 2008. Maragon sostiene che il decreto è troppo "liberista" e che non garantisce sufficienti vincoli per prevenire gli abusi. Egli sostiene che le norme proposte dal Veneto sono più severe e che il governo dovrebbe adeguarsi alle proposte regionali. Maragon ha anche affermato che il decreto potrebbe favorire la costruzione di case e condomini senza vincoli, e che ciò potrebbe portare a problemi di sovrapopulazione e abusi.
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