L'idea, stando al protocollo d'intesa firmato nello scorso dicembre dai comuni di Riva e Arco, consiste nel «promuovere unitariamente un programma di iniziative culturali, inerenti aspetti storici ed artistici del territorio gardesano, da proporre in maniera coordinata e costante nel triennio dal 2009 al 2011». Al cittadino poco uso a linguaggi protocollari basti sapere che le due municipalità uniscono le forze per dare vita al Progetto Mag, o Museo Alto Garda (che altro non è se non l'unione della Galleria Civica Giovanni Segantini di Arco con il Museo di Riva del Garda), la cui prima mossa si vedrà domani alle 17: la riapertura della storica sede rivana di piazza Battisti. Ma dove stanno le novità di fatto? Anzitutto nell'accorpamento, gestionale ma non spaziale, delle realtà esistenti: non ci saranno nuovi edifici, bensì un unico modo di vedere, amministrare e realizzare i progetti culturali dell'Alto Garda. A comandare, tre dipartimenti: quello archeologico e quello storico, che faranno capo a Riva del Garda; e la sezione contemporanea, che risponderà ad Arco. Al dipartimento archeologico spetta la documentazione delle trasformazioni secolari del territorio alto gardesano (un'area abitata senza soluzione di continuità sin dal Neolitico); scopo dichiarato è inoltre il coinvolgimento della comunità in un «percorso collettivo di costruzione della storia e della memoria dei luoghi». Il dipartimento storico si cura invece della collezione permanente del Museo di Riva del Garda, delle mostre temporanee e degli incontri dedicati all'approfondimento di tematiche storico-artistiche legate al ricco patrimonio dell'Alto Garda. Del periodo contemporaneo si occupa infine la Galleria di Arco, che vuole scoprire la storia del territorio «attraverso le personalità artistiche che, in diversa misura, ne sono state influenzate o ne hanno tratto ispirazione». Gli ambiti di azione sono nettamente definiti. Questo significa che l'arte contempranea di Riva verrà ideata, gestita e supervisionata da Arco cittadina che per i settori storico e archeologico risponderà in toto a Riva. Accettare un simile cambiamento e farlo funzionale non è cosa da poco. Il tutto si pone inoltre «all'interno di una progettazione amministrativa più complessiva », spiega Ruggero Morandi, assessore alla cultura del Comune di Arco. «Mi riferisco all'idea che non sia più possibile pensare ai nostri due comuni come a realtà tra di loro impermeabili. Nel corso degli anni abbiamo costruito una serie di progetti che creassero intersezioni, come i trasporti o la polizia municipale, ormai "di bacino". Normalmente, le valli del Trentino hanno un centro nel quale convergono i paesi minori. In questa zona, i centri importanti sono due». E dopo vent'anni di azioni capillari in questa direzione, pare diventare reale «una possibile unione che dia forma alla "città dell'Alto Garda": dopo Trento e Rovereto, diverrebbe il terzo polo urbano del territorio provinciale». Nessuna concorrenza con il Mart di Rovereto, e non solo per le diverse dimensioni e possibilità: «Sin dall'apertura della Galleria Civica di Arco», chiarisce Morandi, «abbiamo voluto darle una mission specifica: far conoscere gli artisti dell'Alto Garda. Rispetto al Mart, si tratta perciò di una prospettiva culturale integrativa. Il Mag va pensato come un santuario istituzionale, che rappresenta la realtà culturale locale». Per Gianni Pellegrini, responsabile del progetto Mag, «il Museo Alto Garda vuole collocarsi all'interno del sistema museale trentino come gesto significativo. Vogliamo realizzare un polo che soddisfi un pubblico diversificato». Ciascuno dei tre dipartimenti (archeologico, storico e contemporaneo) ha pari dignità. Entro fine anno verrà fatta una prima valutazione sia in termini amministrativi che di valutazione culturale; non si considera invece primario l'aumento del numero dei visitatori, che se attestato sui 40mila all'anno attualmente orbitanti attorno al museo rivano sarebbe sufficiente. L'appuntamento di domani apre su un doppio fronte. Con l'apertura del Museo di Riva viene presentato al pubblico la rinnovata versione del percorso Archeologia dell'Alto Garda, completo di informazioni aggiornate sulle recenti campagna di scavo realizzate nel territorio del Basso Sarca. Tra i pezzi forti, la presentazione dell'ultima statua stele rinvenuta, «Arco VIII», e la ricostruzione tramite un modello plastico del complesso termale in via Pilati un'occasione per gettare un nuovo sguardo sulla struttura dell'abitato in età romana. C'è poi spazio anche per l'esposizione dal titolo La Scuola Reale Elisabettina di Rovereto. Docenti e allievi nel contesto del primo Novecento,mostra già allestita a Rovereto e Trento nel corso del 2008: un viaggio tra disegni, acquerelli ed incisioni di studenti poi famosi, come Luciano Baldessari, Fortunato Depero, Tullio Garbari, Giovanni Moschini e Giovanni Tiella. Per il 2009, il carnet è ricchissimo. L'offerta varia per tematiche (il barocco, l'archeologia, Napoleone, mostre mono-grafiche), e tipologia (esposizioni singole o giornate di studio). Doveroso citare almeno il meeting annuale che a settembre accoglierà a Riva del Garda studiosi provenienti da tutta Europa per confrontarsi sulla disciplina archeologia.
ALTO ADIGE - Progetto Mag. Due musei riuniti Nasce il nuovo polo dell'Alto Garda
Il Comune di Riva del Garda e quello di Arco hanno firmato un protocollo d'intesa per promuovere unitariamente un programma di iniziative culturali nel triennio 2009-2011. Il progetto, chiamato Progetto Mag, unisce le forze per dare vita a un unico museo, il Museo Alto Garda, che unirà la Galleria Civica Giovanni Segantini di Arco con il Museo di Riva del Garda. Il museo sarà gestito da tre dipartimenti: archeologico, storico e contemporaneo.
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