LECCE La chiesa di Santa Maria di Pozzuolo (o Balsamo), nel rione San Pio, torna alla città, ma con un look e con una destinazione d'uso completamente rinnovati. Da molti anni la chiesetta, che ha una lunga storia di avvicendamenti di nobili famiglie proprietarie, versava in uno stato di assoluto degrado. La chiesa rimase attiva sino al 1980 circa, ma poi fu abbandonata, secondo alcune leggende popolari, anche per fatti di sangue che vi sarebbero accaduti. Di certo l'edificio era ormai fatiscente e solo grazie ad un accordo di programma, siglato fra Regione Puglia e Comune di Lecce, in attuazione al Piano di recupero urbano del quartiere San Pio, è tornato a nuova vita. La cerimonia di riconsegna alla città è prevista per oggi, alle 10.30, alla presenza del sindaco, Paolo Perrone, dell'assessore all'Urbanistica, Roberto Marti, e del presidente del quartiere Rudiae Ferrovia, Carmelo Isola. Cosa ne sarà di questa chiesa del XV secolo e della superficie del fabbricato, di circa 550 metri quadri? L'ex aula sacra sarà adibita a piccole esposizioni temporanee , mentre i restanti vani, al piano terra e al primo piano, saranno destinati ad attività di quartiere e a un centro amministrativo rionale, probabilmente un ufficio anagrafe di zona. L'intervento di recupero ha raggiunto così due importanti obiettivi: il primo è quello di avere realizzato attrezzature pubbliche per la città, previste anche nell'area antistante l'ex edificio sacro; il secondo è quello di tutelare e valorizzare un bene monumentale storico. E' interessante proprio l'excursus storico intorno a questa chiesa che deve il suo nome al pozzo, nome topografico del sito in cui fu costruita la cappella. L'edificio fu costruito per volere del cavaliere Giovanni Francesco Raynò nel 1572. E' stato un luogo di culto molto attivo e, sino al XII secolo, vi si officiavano duecento messe all'anno. Poi, si apre la prima fase di oblio, fino a quando, nel 1760, non passa agli Scolopi e quindi alla famiglia Cicala e nel 1825 alla famiglia Balsamo. All'interno ci sono resti di muratura medievale e, oltre a quattro altari restaurati, si trovano le tombe di undici componenti di quest'ultima famiglia. Nei tempi più recenti, dalla fine del secolo scorso, l'abbandono è stato graduale e inesorabile. Solo in occasione di una messa celebrata da monsignor Cosmo Francesco Ruppi, l'11 dicembre 2000, l'edificio ha svolto per un'ultima volta la sua funzione ecclesiastica. Dal 2003, anno della stipula dell'accordo di programma, ad oggi, i lavori di ristrutturazione hanno permesso che un pezzo di storia della città riprendesse un posto nella comunità, ponendosi a servizio di tutti i cittadini.