NAPOLI - «Non dedicate un'opera alle mie dimissioni». Questa la velata richiesta dell'ex direttrice del Pan Julia Draganovic rimbalzata ieri mattina in un rapido passaparola fra gli artisti della «Emergency room». Proprio loro, appresa la decisione di dimettersi dal suo incarico, avevano deciso di riunirsi in un'installazione collettiva per manifestare dissenso e dispiacere. Tuttavia, poco prima dell'inizio della manifestazione, prevista per le 12, si sono auto-censurati. «Non c'è stato alcun divieto da parte di Julia Draganovic », spiega Rosy Rox, una delle artiste coinvolte. Il progetto della emergency room, introdotto al Pan dalla Draganovic secondo il format ideato dall'artista Thierry Geoffroy, prevede infatti che entro le 12 di ogni mattina gli artisti presentino un'opera liberamente ispirata ai fatti di cronaca del giorno precedente. Cosa quindi gli ha fatto cambiare idea? «Non abbiamo voluto creare ulteriore clamore sulle sue dimissioni, si rischiava di strumentalizzarle. Il nostro intento, infatti, era quello di puntare l'attenzione sull'emergenza culturale in cui Napoli si trova, a prescindere dalle dimissioni della Draganovic. Poiché i pretesti in questa città non mancano, ci riuniremo presto, magari in riferimento a qualcos'altro». Nessun appello, quindi, diversamente da come annunciato, ieri mattina al Palazzo delle Arti di Napoli. La giovane arte napoletana, quella che più da vicino ha potuto apprezzare la competenza della direttrice artistica nel corso del suo mandato concluso anzitempo, è rimasta a guardare. Sicuramente sentirà la mancanza, al pari degli addetti ai lavori cittadini, di una professionista che, estranea fino all'ultimo da ogni forma di protagonismo, ha puntato il suo occhio straniero sul nostro territorio. Decidendo poi di abbandonarlo.