SANT'ARPINO Dopo quarant'anni, il Parco archeologico di Atella vedrà finalmente la luce. Tra un mese partiranno i lavori del secondo lotto dei finanziamenti regionali (2 milioni e mezzo di euro), a conclusione dei primi interventi di ristrutturazione dell'ex casa comunale di Atella di Napoli, destinata a diventare un centro per la promozione della città antica, per lo studio, il restauro e l'esposizione dei reperti provenienti dagli scavi. I fondi serviranno anche a recuperare il cosiddetto Castellone, parte del complesso termale e unica struttura «in alzato », ossia che affiora dal terreno, sopravvissuta fino ad oggi. «Terminata la prima fase dei lavori spiega l'assessore all'Urbanistica del Comune di Sant'Arpino, Elpidio Iorio con l'utilizzo di una porzione dei finanziamenti, di oltre 2 milioni di euro, finalmente cominceremo a scavare. Il terreno interessato è di circa 40 mila metri quadri. L'obiettivo, effettuati gli espropri, è quello di trovare il vecchio Anfiteatro di Atella, segnalato dalle fonti storiche. Questa scoperta qualificherebbe il nostro territorio a livello nazionale ed internazionale. Con la Sovrintendenza ai beni archeologici stiamo preparando un'accurata campagna di scavi che, ci auguriamo, sia soddisfacente. Non meno importante sarà il recupero del Castellone, l'antico complesso termale dove il sommo poeta Virgilio lesse, in anteprima, all'imperatore Augusto, le Georgiche. L'idea è quello di riportarlo agli antichi fasti, dopo che l'usura del tempo lo ha ridotto a rudere». Facendo un salto all'indietro, i primi scavi della Sovrintendenza furono effettuati alla fine degli anni Sessanta, attività che fece conoscere agli abitanti del luogo le ricchezze presenti nel sottosuolo dell'antica città «osca». Pavimenti, necropoli, resti di strutture termali d'età imperiale e altri reperti sono stati recuperati nel corso degli anni ma, solo nel 2003, dopo l'interessamento del premio Nobel Dario Fo, che prese parte alla rassegna teatrale di Sant'Arpino «Pulcinellamente », la Regione Campania stanziò il finanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione di un parco archeologico nell'area dell'antica Atella che, oggi, comprende le città di Sant'Arpino, Succivo, Frattaminore e Orta di Atella. Fino a quel momento l'unico progetto portato a termine era stato quello del Museo archeologico dell'agro atellano, inaugurato a Succivo nel 2002, attraverso il quale gli studenti del comprensorio hanno potuto conoscere la storia degli «osci», le origini del loro insediamento nel territorio di Atella e i loro rapporti con i capuani, i sanniti e i romani. Già conosciute erano le «fabulae atellane», brevi ed improvvisate azioni sceniche di natura comico- satirica. In esse apparivano dei personaggi fissi che recitavano con delle maschere sul viso, rappresentando Pappus (un vecchio scemo), Buccus (un chiacchierone), Dossenus (un gobbo astuto) e Maccus (un ghiottone). A detta di alcuni studiosi, da quest'ultimo sarebbe poi nato Pulcinella. A volere fortemente il Museo è stato il presidente dell'Archeoclub di Atella, Giuseppe Petrocelli che, oggi, è polemico nei confronti dell'Unione dei Comuni di Atella. Nelle scorse settimane, Petrocelli ha inviato una lettera ai sindaci delle quattro città, nella quale ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza, tra i Comuni interessati, di un piano coordinato di gestione del patrimonio archeologico, storico e artistico dell'Agro atellano. «La politica spicciola afferma il presidente dell'Archeoclub non può garantire il rilancio culturale del territorio. Per ottenere risultati lusinghieri non basta finanziare dei progetti, ma devono essere coinvolti gli enti e le associazioni che hanno competenze specifiche in materia. Vedrei bene una fondazione o, meglio ancora, un consorzio, che garantisca un coordinamento efficace tra le istituzioni e i sodalizi operanti sul territorio».
CAMPANIA - Alla ricerca dell'anfiteatro di Atella
Il Parco archeologico di Atella, situato a Sant'Arpino, sarà finalmente completato dopo quarant'anni di lavori. I fondi regionali di 2,5 milioni di euro saranno utilizzati per recuperare il Castellone, un complesso termale e struttura in alzato, e per scavare il terreno per trovare l'antico Anfiteatro di Atella. La Sovrintendenza ai beni archeologici sta preparando una campagna di scavi per scoprire il vecchio teatro. Il recupero del Castellone sarà anche importante, poiché era l'unico complesso termale di alzato sopravvissuto fino ad oggi.
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