ROMA Domani il consiglio dei ministri non licenzierà il decreto legge per il piano sull'edilizia. Prima discuterà con i governatori e con l'Anci come e dove intervenire per rilanciare il settore in funzione anticiclica. Insomma, è una marcia indietro del governo, anche se il premier smentisce che sia così. E' questo il risultato della lunga riunione svoltasi ieri a palazzo Chigi tra i presidenti delle Regioni, Silvio Berlusconi, molti ministri e il sottosegretario Gianni Letta, cui è toccato il compito di spiegare - o giustificare - la storia del decreto inviato alla Conferenza delle Regioni, ma rinnegato dal premier martedì, dopo la lettera di Giorgio Napolitano. Insomma, si ricomincia dal metodo - come hanno sottolineato in conferenza stampa sia il ministro Raffaele Fitto, che Vasco Errani (presidente della Conferenza delle Regioni) e Leonardo Domenici (presidente dell'Anci). «E' stato fatto un passo avanti, dopo che tutti noi avevamo detto con chiarezza che il decreto, dal punto di vista delle competenze, era incostituzionale», ha spiegato l'emiliano Errani. L'edilizia è materia concorrente tra Stato e Regioni, di competenza esclusiva per le Regioni a statuto speciale - come ha ricordato il siciliano Raffaele Lombardo - e dunque se si fosse proceduto con il decreto - ha aggiunto il pugliese Nichi Vendola (foto) - «si sarebbe sospesa la legislazione regionale e in Puglia si sarebbero annullati il Piano casa e il Piano urbano». Ottenuto ciò, le Regioni hanno ribadito la disponibilità ad affrontare con il governo i problemi relativi all'edilizia - «così come si è fatto per gli ammortizzatori sociali», hanno insistito Vendola ed Errani. Condivisione, dunque, del metodo e del percorso per giungere a martedì quando si riunirà la Conferenza unificata per analizzare ciò che nel frattempo avranno deciso in tema di edilizia i vari livelli istituzionali riuniti intorno ad un tavolo tecnico (iniziano a lavorarci oggi). Nel merito - ha spiegato Vendola - «le Regioni sono pronte a discutere sulla velocizzazione dei processi autorizzativi e sulla liberazione di risorse necessarie ad aprire cantieri edili». Così - è la conclusione del presidente - ognuno può fare la sua parte «senza furbizie. In questo momento è importante misurare le parole, per rilanciare dell'economia, ma senza devastare ciò che resta dell'Italia». E il piano casa? «Questo è un'altra cosa» - ha spiegato Errani precisando: «Ho proposto a Berlusconi, che ha accettato, di varare un provvedimento ad hoc, per affrontare la grave emergenza abitativa per chi è in affitto. Questo è un altro risultato raggiunto oggi, perchè il governo ha confermato il fondo di 350 miliardi da aggiungersi ai 200 già disponibili, stanziati dall'esecutivo di Romano Prodi». Rosanna Lampugnani Il governatore «Disponibili a velocizzare i processi autorazzitivi ed a liberare fondi per aprire cantieri»
PUGLIA - Vendola: Sull'edilizia pronti a semplificare
Ieri la Conferenza delle Regioni ha discusso con il governo per rilanciare il settore dell'edilizia. Il governo ha deciso di non licenziare il decreto legge per il piano sull'edilizia, ma ha deciso di discutere con i governatori e con l'Anci su come e dove intervenire. Il premier, Silvio Berlusconi, ha smentito che il governo stia marciando indietro, ma i ministri e i presidenti delle Regioni hanno deciso di ricominciare dal metodo. La Conferenza delle Regioni ha ribadito la disponibilità ad affrontare con il governo i problemi relativi all'edilizia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo