Il governatore apre alle proposte del governo Berlusconi e spiega: «Le ristrutturazioni sono un tema interessante». «Sono soddisfatto perché non si è andati al muro contro muro. Prevalgono le ragioni sullo scontro. C'è un clima migliore e diverso tra il governo e le Regioni, ma io non sono il signor "no"». Lasciando Palazzo Chigi il presidente della Regione, Piero Marrazzo, commenta così l'esito della conferenza unificata Stato-Regioni sul Piano casa dell'esecutivo. Marrazzo ha precisato che «le posizioni sul decreto rimangono quelle di partenza, ma si è deciso di aprire un tavolo in cui reinventare dei temi e trovare un'intesa. I punti sono ora sul tavolo, il lavoro si concluderà entro martedì e ci si ritroverà in conferenza unificata». Il governatore è comunque convinto che quello del governo «non è un piano casa», ma ritiene necessario «un intervento anticiclico che lavori sulla semplificazione per dare dei segnali ai cittadini in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo ». Parlando ai microfoni di Radio Radio, Marrazzo è tornato sull'argomento precisando: «Non sono contrario a incentivare, ove questo sia possibile, il cittadino che vuole raggiungere un obiettivo per la propria casa. Sono contrario, invece, quando c'è una deregulation totale ». Quello delle ristrutturazioni «è un tema interessante», fa notare aggiungendo che anche «il governo vuole ottimizzare » il provvedimento. Esterino Montino, vicepresidente della Regione, taglia corto: «Il Lazio, d'accordo con le altre Regioni, esce bene dal confronto con Berlusconi su un tema che rischiava di lasciare per strada morti e feriti». E il decreto legge «era inaccettabile perché rischiava di trasformare le fabbriche abbandonate sulla Tiburtina e sulla Salaria e quelle di Pomezia - osserva Montino - in condomini e centri commerciali, senza pensare prima agli strumenti urbanistici ed ai servizi indispensabili, cioè scuole, luce, acqua, gas e fogne, come avveniva nelle vecchie borgate durante gli anni '70. Quindi abbiamo evitato una catastrofe dal punto di vista urbanistico». Critiche, invece, piovono dall'opposizione: «Ci saremmo aspettati una risposta ben diversa dal centrosinistra - commenta Romolo Del Balzo (FI) -. Non è con atteggiamenti di chiusura come il muro contro muro che si risolvono i grandi problemi del Paese». E Alfredo Pallone (FI) rincara la dose: «Dopo le prese di posizione di autorevoli esponenti Pd come Rutelli e, a livello locale, Di Stefano e Di Carlo, ci troviamo di fronte a una paralisi istituzionale causata dai soliti veti di Marrazzo ». Donato Robilotta (Sr-Pdl) ricorda: «Oggi la maggioranza in Consiglio regionale si è spaccata sulla proposta di legge per il recupero dei sottotetti, che anticipa le norme del governo Berlusconi. Sarebbe grave se il Consiglio fosse stato chiuso per impedire che una maggioranza trasversale approvasse la legge sui sottotetti».