«Sono molto soddisfatto, perché siamo riusciti a far prevalere la logica del confronto e del costruire insieme piuttosto che dello scontro». Sintetizza così il presidente di regione Lombardia, Roberto Formigoni, l'esito della Conferenza unificata di ieri a Roma sul piano casa. Il governo ha accettato di ritirare un decreto che, riguardando materie di competenza regionale, aveva provocato la reazione dei tre quarti delle regioni. Ma il ritiro non equivale all'accantonamento del piano casa. Invece, da ieri, la questione è all'attenzione di un tavolo tecnico che si prefigge di trovare un accordo in tempi rapidi che vada nella direzione già indicata dal Governo: rilancio dell'economia, sostegno al settore edilizio, semplificazione delle norme nel rispetto delle competenze. E soddisfatto è l'assessore al Territorio, Davide Boni: «Fondamentale è migliorare il testo proposto, al fine di regolamentare nel miglior modo possibile alcuni aspetti che sono cruciali per la conservazione e il controllo del territorio lombardo». Entro martedì il tavolo definirà «i provvedimenti che dovranno essere assunti dal Governo e quelli che spetteranno alle Regioni ha concluso Formigoni nell'ottica di un intervento certamente su scala nazionale ma che rispetti e valorizzi le differenze tra territori e tra città, aiutando la ripresa dell'edilizia con l'intento di costruire edifici più belli, più moderni, ecosostenibili e capaci di valorizzare ulteriormente il paesaggio dentro e fuori le nostre città».