Continua a muoversi la valanga Grinzane Cavour. Mentre Gian Arturo Ferrari, direttore generale dei Libri Mondadori, martedì alla Fiera di Bologna stigmatizzava lo spreco di soldi pubblici per «premi, premietti, celebrazioni e festival », definendoli «tutte cose che hanno un ritorno per gli enti locali, ma non per la lettura», ieri anche il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha parlato della «lezione» che la vicenda giudiziaria del caso Soria sta impartendo a cultura e politica. Lo ha fatto citando i numeri: all'associazione presieduta da Soria (sottoposto ieri a un altro interrogatorio, durato quattro ore, in cui Soria ha ammesso di aver «commesso molti errori, anche seri» ma «poche speculazioni») sono stati concessi dal ministero dei Beni Culturali nel corso degli anni circa 8,5 milioni di euro, di cui 6,874 milioni già erogati. «Alcune di queste somme ha spiegato Bondi sono state direttamente previste da disposizioni legislative, come nel 2003 i due milioni utilizzati per l'acquisto della sede torinese del Grinzane». A sollecitare il ministro, nel question time di ieri, invitandolo a una verifica su eventuali casi analoghi, è stato Michele Vietti dell'Udc, secondo cui «l'eccesso di discrezionalità nelle erogazioni di fondi pubblici crea vere e proprie corti in cui si alimenta un circuito perverso di commistioni e di interessi tra chi assegna e chi riceve». Il Grinzane, paventa Vietti, potrebbe essere così soltanto la punta di un iceberg e, «per una volta la politica potrebbe arrivare prima della magistratura». La questione si lega anche al dibattito culturale suscitato dalla provocazione lanciata da Alessandro Baricco, che auspicava l'abolizione di fondi pubblici per la cultura, in particolare per il teatro, da destinare piuttosto a scuola e tv. E Bondi ha citato proprio Baricco insieme con l'economista Luca Ricolfi (entrambi torinesi come il Grinzane). Ricolfi, ha detto Bondi, ha sottolineato che «il motore della fiorente industria degli eventi culturali è un fatto reciprocamente vantaggioso fra politici e uomini di cultura, dove i primi cercano di allargare il proprio consenso mentre i secondi sono ben felici di promuovere se stessi partecipando a ogni sorta di manifestazione culturale». In gioco ci sono la libertà e l'autonomia della cultura che, secondo il ministro, «deve essere perciò liberata dalla concezione che la vede come strumento per allargare il consenso ». Insomma, «ha ragione Baricco quando dice che bisognerebbe abituarsi all'idea che il denaro pubblico deve fare un passo indietro e quando ammonisce a non aver paura di lasciare il campo all'iniziativa privata. Riservare al denaro pubblico il sostegno alla qualità può spostare l'attenzione, le intelligenze e le risorse su scuola e televisione, dove si combatte la battaglia della difesa dei valori della cultura».
Bondi: soldi pubblici ai premi? Meglio un passo indietro
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha parlato della lezione del caso Soria, in cui sono stati concessi circa 8,5 milioni di euro al Grinzane Cavour. Bondi ha citato i numeri e ha spiegato che alcune somme sono state previste da disposizioni legislative. Ha anche menzionato Alessandro Baricco, che ha auspicato l'abolizione di fondi pubblici per la cultura e ha sottolineato che il motore della fiorente industria degli eventi culturali è un fatto reciprocamente vantaggioso fra politici e uomini di cultura. Il ministro ha affermato che la libertà e l'autonomia della cultura devono essere liberate dalla concezione che la vede come strumento per allargare il consenso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo