ROMA «Bene ha fatto Berlusconi a raddrizzare la barra. Io sono con lui: noi in Veneto abbiamo fatto da apripista e continueremo ad andare avanti, con prudenza ma anche con decisione». Il governatore del Veneto Giancarlo Galan accoglie con favore il dialogo tra il governo e le Regioni. E per rassicurare contrari e diffidenti, che temono devastazioni ambientali e scempi edilizi, lancia l'idea di una task force nazionale di architetti e paesaggisti che rafforzi le sovrintendenze e i controlli. Ma il piano casa è slittato: è stata una marcia indietro? «Non la chiamerei così. Si tratta di una sperimentazione, di una materia nuova. All'estero non avremmo avuto alcuna reazione negativa, ma qui da noi sono comprensibili: perché l'Italia è un Paese che ha alle spalle una storia di speculazione e abusivismo». Giuste le critiche, dunque? «Le reazioni che ci sono state confermano che nel Paese è cresciuta una coscienza collettiva che impedisce scempi. Sono aumentati i controlli, è aumentata la cultura del rispetto per i beni culturali. Del resto, in passato il Veneto è diventato brutto pur avendo tutti i timbri in regola. Ma erano altri tempi. Ora questo piano può dar luogo finalmente a un'architettura di qualità». L'inizio, però, non è stato incoraggiante. «Uno magari può partire anche con il piede sbagliato, ma c'è chi lo fa riflettere e poi corregge la rotta. Io stesso al principio avevo dei dubbi ». Su cosa? «Avevo perplessità sulla scelta del decreto. Ma una volta deciso per un testo base del governo, ora possiamo andare avanti. Come stiamo facendo in Veneto. Noi abbiamo quasi anticipato il governo, d'accordo con Berlusconi e con il coordinatore Nicolò Ghedini. Ora abbiamo un testo approvato dalla giunta e lo stiamo discutendo in Commissione: c'è entusiasmo ma anche una doverosa prudenza». Il problema però non era solo la forma decreto. «Non so come sia nato l'equivoco sul testo. Ma se per ignoranza, in buona o malafede, si sono fatti degli errori, si stanno correggendo. Quella appena trascorsa è stata una buona giornata». Nei giorni scorsi si parlava di centri storici in pericolo. «Ma figuriamoci, nessuno vuole toccare Brera o piazza Navona. E a Prato della Valle mica ci costruisco un capannone. Di cosa stiamo parlando? Stiamo discutendo come occuparci delle orride periferie, non dei centri storici. Io credo che questa sia una grande occasione e spero che l'architettura italiana voglia partecipare e non si metta soltanto sulla difensiva». L'opposizione ha fatto muro. «Non tutta. C'è anche chi ha detto, giustamente, prima andiamo a vedere le carte e poi decidiamo. Commenti favorevoli sono arrivati da sindaci come Massimo Cacciari e Achille Variati». Ma le perplessità rimangono. «Per fugarle e anche per cogliere un'opportunità importante, avanzo una proposta per il governo e per il ministro Bondi: perché non rafforzare le sovrintendenze, aumentando il personale e i controlli? E perché non creare una task force a livello nazionale, fatta di architetti e paesaggisti, che possa supportare le direzioni regionali? In questo modo faremmo tutti un passo avanti».
PIANO CASA - Galan: il Veneto andrà avanti Ora una task force di architetti
Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ha accolto con favore il dialogo tra il governo e le Regioni. Ha lanciato l'idea di una task force nazionale di architetti e paesaggisti per rafforzare le sovrintendenze e i controlli. Il piano casa è stato slittato, ma non è una marcia indietro. Si tratta di una sperimentazione. Le critiche sono giuste, ma confermano che nel Paese è cresciuta una coscienza collettiva che impedisce scempi. Il Veneto ha già anticipato il governo con un testo approvato dalla giunta. Il problema non era solo la forma del decreto, ma anche la scelta del testo.
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