ROMA Niente da fare: sul cosiddetto «Piano casa» il governo è costretto a ripartire, più o meno, da zero. Le Regioni, che ieri hanno incontrato Silvio Berlusconi, hanno bocciato la bozza del decreto legge messa a punto dagli uffici di Palazzo Chigi. Contrarie sia sullo strumento del decreto, «incostituzionale » secondo il presidente dei governatori, Vasco Errani, che sulle norme proposte. Tanto che il ministro delle Autonomie, Raffaele Fitto, ha detto di aver ritenuto «inutile e non agevole entrare nel merito del testo presentato». Oggi stesso a Palazzo Chigi, Fitto tornerà a incontrare i rappresentati delle Regioni e dei Comuni con l'obiettivo di arrivare ad un accordo entro martedì prossimo. «Non si lavora più sulla bozza del governo, ma la base del piano la costruiamo insieme» ha detto il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, dopo l'incontro con l'esecutivo. Che un paio di risultati li ha comunque prodotti. Regioni e Comuni, innanzitutto, difendono le proprie competenze, ma hanno detto di non essere affatto contrari in linea di principio al rilancio dell'edilizia come risposta alla crisi e alla semplificazione burocratica per le nuove concessioni. Il risultato più concreto, tuttavia, è la ripartenza del «Piano casa» originario del governo, quello delle «Cento città» già annunciato da Berlusconi, per l'edilizia residenziale agevolata. I fondi dello Stato, 500 milioni, sono tornati ieri sul tavolo. Dando soddisfazione a molti governatori delle Regioni «rosse» che reclamano per chi non ha la casa, la stessa attenzione che il governo riserva ai proprietari con il nuovo provvedimento. «Siamo consapevoli dell'esigenza di tante famiglie e di tanti giovani che si sposano e che non sono in grado di avere una casa. D'accordo con le Regioni, abbiamo immaginato un progetto per la costruzione di abitazioni in tutti i capoluoghi, mobilitando anche le banche » ha detto Berlusconi. Secondo il quale «l'urgenza del provvedimento resta, anche se non è detto che il decreto sia lo strumento più opportuno». In ogni caso, ha chiarito il premier, «non c'è nessuna marcia indietro: il piano non riguarderà solo le ville, ma le case mono e bifamiliari, e dunque il 50 delle famiglie italiane». «Le Regioni sono favorevoli al rilancio dell'edilizia, e pronte a impegnarsi, ma nel rispetto delle competenze» ha detto Errani. «I presupposti del decreto sono condivisibili se l'obiettivo è quello di rispondere alla crisi e favorire la semplificazione amministrativa» ha osservato il presidente dell'Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici.
Piano casa, stop dalle Regioni sul decreto
Il governo italiano ha dovuto ripartire da zero dopo che le Regioni hanno bocciato la bozza del decreto legge sul Piano casa. Le Regioni hanno criticato il testo, considerandolo incostituzionale e non agevole. Il ministro delle Autonomie, Raffaele Fitto, ha detto di aver ritenuto inutile e non agevole entrare nel merito del testo. Oggi, Fitto tornerà a incontrare i rappresentati delle Regioni e dei Comuni per arrivare ad un accordo entro martedì prossimo. Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha detto che la base del piano la costruirete insieme.
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