CARRARA. Non c'è pace per l'Accademia di Belle Arti di Carrara, una città che ancora si autodefinisce capitale mondiale del marmo, ma che in realtà perde colpi sia nel lapideo che in campo artistico. Un'Accademia che appare ingovernabile, o quasi: l'anno scorso, un'elezione senza esclusioni di colpi per rinnovare il direttore; ora, le dimissioni della presidente Mariella Zoppi, che seguono a sei anni di distanza quelle, dirompenti, dell'ex ministro Antonio Paolucci. Perché se l'ex assessore regionale ha scelto un modo soft per lasciare («Mi sono scoraggiata»), Paolucci fu tranchant: «Un ambiente impossibile per rissosità», disse allora, e riconferma oggi. Mariella Zoppi , già preside della Facoltà di architettura di Firenze, architetto, paesaggista, ex assessore regionale alla cultura, era arrivata a Carrara con grande entusiasmo due anni fa. Ma - a sorpresa - l'altro pomeriggio, nel consiglio di amministrazione che doveva approvare il bilancio, ha consegnato le lettere di dimissioni. Lascia - ha spiegato - «per la difficoltà di portare a compimento alcuni progetti, dalla ristrutturazione della sede a tutta una serie di fatiche: non ultima, la questione dei famosi gessi, così mi sono scoraggiata». I gessi di Canova. Quella dei gessi di Canova è una vicenda che ha dell'incredibile. L'Accademia ha nel suo patrimonio una dozzina di opere di Canova, che fanno parte della ricca gipsoteca, tuttora in cerca di una degna collocazione. Una copia di due di questi gessi, i Pugilatori, lo stilista Gianni Versace li teneva nella sua camera da letto nella villa sul lago di Como; pochi giorni fa, all'asta di Sotheby's, sono stati battuti per 460mila euro. E ce ne sono anche altri con valutazione maggiore, messi solo in sicurezza ma senza una adeguata visibilità. La moglie di Valdo Spini aggiunge: «Questo sarebbe stato il terzo anno in cui non sarei riuscita a portare a termine alcuni progetti: mi è sembrato un procrastinare le cose. Ho preso la decisione nell'interesse dell'istituto: credo che ci voglia una persona più a stretto contatto con l'ateneo, o forse la situazione è talmente complessa...». Era stata nominata in sostituzione di Pietro Cascella , il grande artista fivizzanese d'adozione scomparso di recente; ma nel dicembre 2002, a fare scalpore, furono come detto le dimissioni di Antonio Paolucci , oggi direttore dei Musei Vaticani che, dal suo ufficio romano, ribadisce: «Mi dimisi in polemica con un ambiente impossibile per rissosità, dove tutti sono contro tutti, e tutti si credono Michelangelo redivivo». Ma se il presidente ha un ruolo di indirizzo e di "politica culturale", è nella gestione ordinaria, quella che spetta al direttore, che si manifesta ancor di più la ingovernabilità, o meglio, il difficilissimo clima all'Accademia di Belle Arti di Carrara, che nonostante tutto riesce ancora ad attirare da tutto il mondo seicento studenti. Nell'ottobre del 2002, due mesi prima che Paolucci lasciasse, il collegio dei docenti aveva sfiduciato Carlo Bordoni , direttore per dodici anni; e l'anno scorso, è andato in scena un vero e proprio duello all'ultimo voto fra il direttore in carica, Marco Baudinelli - poi riconfermato - e Piergiorgio Balocchi - professore di scultura. Alla fine, la votazione è stata di 30 a 27 a favore di Baudinelli, ma il clima è rimasto, sotto le ceneri, avvelenato. Balocchi non condivide l'apertura di una scuola di arti grafiche a Pietrasanta, non condivide la gestione della scultura, per la quale chiede un biennio di specializzazione. Baudinelli ribatte che ci sono problemi economici. E ora, chi sarà il prossimo presidente? «Ho un sogno - commenta l'assessore comunale alla cultura Giovanna Bernardini - e cioé Salvatore Settis », direttore della Scuola Normale. Chissà, forse almeno lui riuscirebbe a chetare le polemiche all'ombra delle Apuane?
CARRARA - Cercasi presidente, disperatamente
L'Accademia di Belle Arti di Carrara è in crisi, con la presidente Mariella Zoppi che ha deciso di dimettersi dopo sei anni di mandato. La sua partenza segue a quella dell'ex ministro Antonio Paolucci, che aveva lasciato l'istituto due anni fa. La Zoppi ha spiegato che si è sentita scoraggiata dalla difficoltà di portare a termine progetti, come la ristrutturazione della sede e la gestione dei famosi gessi di Canova. I gessi, infatti, sono stati venduti all'asta di Sotheby's per 460mila euro, e ci sono altri con valutazione maggiore che sono stati messi in sicurezza senza una adeguata visibilità.
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