Spera che la crisi non si porti via i visitatori del Salone del restauro, il presidente di Ferrara Fiere Nicola Zanardi, che ha aperto ieri mattina le quattro giornate dedicate al mondo dei Beni Architettonici e Culturali. «Siamo orgogliosi delle 3Omila presenze dello scorso anno, che ci auguriamo di poter eguagliare se non superare quest'anno - ha esordito - Ma siamo anche orgogliosi di avere investito su una bella intuizione diversi anni fa, quella di puntare su una fiera che ben si inserisce in una città come Ferrara, molto sensibile all'arte. Questa è la fase matura del Salone e lo dimostra il fatto che abbiamo rinnovato il contratto per altri cinque anni con Acropoli, organizzatore da sempre della rassegna». In questi anni il Salone ha saputo crearsi una sua identità p visibijità nazionali. pr l'Istituto dei Beni Culturali ieri era presente Alessandro Zucchini. «Il Salone è un'ottima vetrina per la città - ha detto - e per la regione rappresentando una prospettiva di sviluppo». Anche il presidente della Camera di commercio Roncarati ha ribadito che «economia, arte e cultura si sposano molto bene». Per il sindaco Sateriale il Salone ci è invidiato da molte città italiane. In fiera è presente una delegazione composta dai rappresentanti di 14 Paesi. Tra i pezzi forti della fiera, ieri, il restauro del David di Michelangelo. Oggi tra i protagonisti il colore di Raffaello.
FERRARA - Nel Salone le super-star del restauro dal David di Michelangelo a Raffaello
Il presidente di Ferrara Fiere, Nicola Zanardi, ha aperto il Salone del restauro, che si svolge fino a domenica. L'evento ha registrato 3.000 presenze lo scorso anno e si augura di poter eguagliare o superare questo anno. Il Salone è un'ottima vetrina per la città e la regione, rappresentando una prospettiva di sviluppo. La fiera è stata organizzata con l'aiuto di Acropoli e ha visto la presenza di una delegazione di 14 Paesi. Tra i pezzi forti della fiera, il restauro del David di Michelangelo e il colore di Raffaello. Il Salone ha saputo crearsi una sua identità e si è inserito in una città come Ferrara, molto sensibile all'arte.
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