La vicenda della Chiesa Russa di Bari, restituita in pompa magna allo Stato nazionale russo, presenta non pochi lati oscuri. Dopo i fatti della rivoluzione bolscevica, gli esuli russi riuniti nell'Esarcato di Parigi, s'impegnarono per assicurare il servizio di culto e la sussistenza della stessa Chiesa, che altrimenti - come tante altre fuori del territorio dell'Unione Sovietica - sarebbe stata abbandonata a se stessa, mentre quelle all'interno venivano distrutte dai comunisti di Lenin. Qualcuno Ibrse ricorderà che nei pochi locali agibili ancora negli anni 70 abitava il pope Igor con la famiglia. Caduto il Muro di Berlino, i priori domenicani spinsero gli amministratori comunali di Bari-con soleriia degna di miglior causa - ad aprire trattative con il Patriarcato russo, facendosi fautori di una restituzione a favore di quello che veniva considerato il legittimo proprietario. Ma - se non per usucapione, almeno per riconoscenza - non aveva qualche diritto anche l'Esarcato di Parigi che non aveva digerito la connivenza dei gerarchi ortodossi conio Stato bolscevico e le sue efferatezze? Perché ignorare questi russi che dall'esilio europeo avevano faticato per mantenere in vita quel bene, e passare sotto silenzio il martirio di tanti vescovi, sacerdoti e fedeli che in Unione Sovietica non s'erano piegati? Agli approcci fu interessata persino l'associazione Italia-Urss, emanazione dell'allora partito comunista. Tutto questo in nome dell'ecumenismo. Quanta confusione tra sacro e profano. Ora, nascono non pochi Interrogativi. Perché questa storia è stata ignorata e nascosta? Perché tutta questa fretta di escludere la diaspora e privilegiare gli ex collaborazionisti? La diaspora russa in Europa, aldilàdellapropaganda, ingranparte ad oggi non ha accettato di tornare sotto l'ombrello del Patriarcato nioscovita. Dunque non si doveva almeno andare incontro agli uni senza escludere in alcun modo gli altri? E in caso d'impasse, non era meglio lasciar perdere? Mica la Chiesa Russa di Bari l'avevano tenuta i preti cattolici. E poi, fino a che punto ad un cattolico che ha una concezione di Chiesa universale, hiteressaia restituzione di una Chiesa «nazionale», non cattolica? Non è questo un affare della politica? È abbastanza strano che certi amministratori, pronti a professare la laicità da sconfinare nel laicismo, si impiccino di cose clericali. È proprio vero quanto si pensa in giro, in Italia e fuori: le cose non andranno bene, finché gli ecclesiastici faranno i politici e i politici gli ecclesiastici. Comunque, l'ironia della sorte e il paradosso della storia hanno voluto che gli eredi dei sovietici e coloro che appartenevano in Italia a quel partito che ne condivideva teoria e prassi, siano stati gli autori materiali della restituzione defla Chiesa Russa, nell'indifferenza della stragrande maggioranza dei baresi. E iresponsabili della diocesi sono stati a guardare!