Istruzioni per l'uso del presidente degli architetti Massimo Dell'Oro e del presidente dei costruttori, Mario Sangiorgio. C'è però chi teme «bubboni» Giù lo scatolone della Valbrona, l'antenato dei mostri edilizi dalle nostre parti, e al suo posto su un altro ecomostro, ma più grande e più vistoso. Del 35, perfino. E i condominioni fuori scala di una certa Mandello anni '60, che già spadroneggiano e avviliscono il colpo d'occhio di chi li guarda dal lago, potrebbero vivere un'altra stagione di splendori: su un altro piano, così, tanto per far rimangiare i mugugni di chi ha puntato il dito contro gli attentati estetici che hanno segnato pesantemente il paesaggio del lago. Altro che lago ferito: stavolta suonano la campana a morto gli apocalittici che vedono nel piano casa, forse già convertito in decreto venerdì, una nuova stagione di far west con i colpi di mano edilizi promossi e approvati per legge. La fiera del cemento illegale, accusano. Dall'altra parte della barricata gli integrati che invece salutano l'ampliamento delle volumetrie come un beneficio per le famiglie e per l'economia del Paese. Il partito del mattone che ride. «E invece freniamo gli allarmismi quanto gli eccessivi ottimismi. Il decreto legge offre comunque una cornice legislativa che va riempita di contenuti dalle Regioni che decidono in casa propria». Lo dice il presidente dei costruttori edili, Mario Sangiorgio, e aggiunge che generalizzare con gli slogan cari al linguaggio immaginifico dei media è pericoloso: «Intanto l'abuso non fa parte del nostro ordinamento culturale: il nostro territorio è estremamente legalizzato, anzi vige un sistema burocratico e farraginoso che ci lega mani e piedi. Ogni cosa è vagliata e controllata con procedure però parecchio estenuanti». Anche il presidente dell'ordine degli architetti lecchesi su questo punto è d'accordo: «La nostra categoria - dice l'architetto Massimo Dell'Oro (nella foto)- è consapevole che serve una reale semplificazione delle procedure e che è importante far ripartire l'economia. Così se il piano casa mette a disposizione 250 milioni per l'edilizia popolare, ben venga in questi tempi di crisi. Certo gli architetti sono chiamati a una maggiore responsabilizzazione e ai professionisti si chiede di certificare e di alzare il livello qualitativo dei progetti. L'augurio naturalmente è che il piano casa non sia nei fatti un condono mascherato o la fiera dell'abusivismo». Vietatissimo, secondo il presidente degli architetti, l'ampliamento selvaggio delle volumetrie: facoltà che dovrebbe essere negata ai condominioni di cui sopra, ma concessa alle casette unifamiliari e bifamiliari che costituiscono il tessuto edilizio principale della provincia lecchese. Alt, però: un altro massacro sulla scorta delle villette a schiera che impreziosiscono di cemento scadente la costiera lariana? «No, certo - replica Dell'Oro - . Anzi, la possibilità di demolire e ricostruire potrebbe offrire una grande opportunità: quella di radere al suolo gli obbrobri edilizi anni '50 e '60 e ricostruire con una qualità migliore. In Europa già lo fanno: giù interi quartieri residenziali senza verde e servizi». Ma non è così sicuro del risultato il presidente di Italia Nostra, Domenico Palezzato: «Penso alla Brianza, punteggiata di condominietti di una decina di appartamenti in mezzo al prato. Già mi vedo, sul quel prato, sorgere come bubboni tre o quattro appartamenti in disordine sparso. Il rischio di nuovi dissesti al paesaggio è tutt'altro che remoto. Perché il problema è quello del controllo: gli strumenti urbanistici vanno a quel paese e la Soprintendenza che già non ce la fa a seguire l'ordinaria amministrazione non potrà frenare possibili scempi perfino nei centri storici». C'è poi l'incentivo a recuperare le vecchie costruzioni inutilizzate, intere parti di città che vanno alla malora. «Un'ottima cosa occuparsi dell'esistente invece che pensare a nuove costruzioni». dice Dell'Oro. Lo pensa anche il presidente dei costruttori: «In questo modo non si occupa altro suolo, si agisce in un contesto già urbanizzato e il vantaggio è duplice: si risparmia territorio e i soldi delle opere di urbanizzazione».
Un lago ferito a morte? No, addio ecomostri
Il governo ha approvato un decreto legge che prevede l'ampliamento delle volumetrie in edilizia popolare, con un budget di 250 milioni. Gli architetti e i costruttori hanno reagito con diverse opinioni. Il presidente degli architetti Massimo Dell'Oro e il presidente dei costruttori Mario Sangiorgio hanno sottolineato l'importanza di una semplificazione delle procedure e di una maggiore responsabilizzazione dei professionisti. Dell'Oro ha anche sottolineato che il piano casa non dovrebbe essere un condono per l'abusivismo e che gli architetti dovrebbero certificare e alzare il livello qualitativo dei progetti.
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