CAGLIARI. Nessuna sospensiva per la sentenza del Tar Sardegna che il 18 novembre dell'anno scorso ha bocciato i due ricorsi presentati dalla società omonima del costruttore-editore Sergio Zuncheddu contro il ministero dei Beni culturali, le sovrintendenze, la Regione e il comune di Villasimius contro il 'no' al progetto immobiliare-turistico della società Cala Giunco da realizzarsi sulle rive dello stagno di Notteri. I legali del costruttore Marcello Vignolo e Massimo Massa non hanno insistito sull'istanza e il Consiglio di Stato ha rinviato la causa al merito. Il Tar Sardegna non aveva accolto neppure uno dei cinque punti in cui erano stati articolati i ricorsi, compreso quello in cui chiedevano l'annullamento del piano paesaggistico regionale e della delibera di adozione. Ed era stata una vittoria clamorosa per il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra, impegnati da anni nella difesa dell'area di Cala Giunco. Il progetto della società Cala Giunco - subentrata alla Poker Sardiniae - prevedeva la realizzazione di edifici residenziali per 140 mila metri cubi in zona F, frontemare e vicinissimo alla zona umida popolata dai fenicotteri rosa. Ma fin dai primi passi amministrativi l'iniziativa del costruttore di Burcei si è scontrata coi ricorsi a raffica di Stefano Deliperi e dei legali che collaborano con l'associazione ecologista. Il 27 giugno 2006 il Sovrintendente ai beni paesaggistici aveva negato l'autorizzazione a realizzare gli immobili, nonostante il piano fosse stato nel corso degli anni fortemente ridimensionato. Non solo: entrata in vigore la legge regionale 'salvacoste' varata dalla giunta Soru le possibilità di edificare si erano ulteriormente ristrette per la Cala Giunco. Da qui la sequenza di ricorsi, compreso uno contro il comune di Villasimius che si era limitato ad attenersi alle nuove norme regionali e alle successive direttive.