Niente decreto, tavolo tecnico con gli enti locali. Berlusconi: i licenziati non stiano con le mani in mano Le Regioni bloccano il piano-casa del governo. Salta il decreto e parte un tavolo tecnico con gli enti locali per riscrivere il provvedimento. Ma per Silvio Berlusconi non cè nessuna frenata e sarà lesecutivo a decidere. Lega e Pd: «Sulla spesa il governo prende in giro i Comuni». Poi il premier torna sulla questione lavoro: «Chi viene licenziato si trovi qualcosa da fare». ROMA - Alla fine lhanno spuntata le Regioni. Si allungano i tempi per il piano-casa e, di fatto, si riparte da zero. Bocciata nel metodo e nel merito la bozza di decreto legge del governo sulle misure urgenti per stimolare il settore edilizio. Dopo lo stop dei governatori si punta ora a una piattaforma fatta di principi e scelte condivise. Il piano sarà riscritto e, quanto allo strumento legislativo per adottarlo, si vedrà. Ma per il momento sfuma lipotesi di procedere per decreto legge. I contenuti passano in mano a un tavolo tecnico-politico che da stamattina si mette al lavoro per trovare unintesa con le Regioni, entro martedì. Discuterà il problema delle competenze su una materia concorrente e le azioni necessarie a rilanciare il settore. Poi ci sarà una nuova Conferenza unificata. Berlusconi è il primo ad aprire al confronto. «Lurgenza resta ma non è detto che il dl sia lo strumento più opportuno», dice ai governatori a Palazzo Chigi e ripete che il governo vuole lavorare «in sintonia e in accordo con le autonomie locali». Rilancia anche il progetto per le "new town", e accelera sul piano destinato alla realizzazione di abitazioni low-cost di edilizia pubblica destinate a giovani coppie e famiglie in difficoltà, un tema su cui si aprirà un altro tavolo di confronto con le Regioni. Invece sul piano-casa si potrebbe procedere o con un ddl o con una legge quadro, alla quale faranno seguito leggi regionali. senza escludere che rispunti il decreto. «Fatte le verifiche, il Consiglio dei ministri potrà poi valutare le modalità con cui procedere», dice il ministro per gli Affari regionali, Fitto. La maggior parte dei governatori non vuole il decreto: vorrebbe una legge quadro di principi generali che lasci alle leggi regionali le misure per stimolare il settore. Resta una priorità non consumare altro territorio ma migliorare la qualità delledilizia, ribadiscono i governatori di centrosinistra, e tenere conto che diverse realtà hanno già premi sulle cubature. Alla fine dellincontro sono soddisfatti i governatori: «Ora si apre il lavoro che deve definire le competenze, il rilancio e la semplificazione normativa delledilizia», commenta il presidente della Conferenza delle Regioni, Errani. Il presidente Anci, Domenici: «Sono convinto che il confronto sia stato messo su binari migliori». E Bossi: «Le Regioni sono le benvenute a trattare con il nostro governo». Plaude lopposizione il cambio di registro e Franceschini dice: «Pronti a discutere senza pregiudizi, a condizione che siano norme che non facciano correre il rischio di una devastazione del paesaggio». Ieri infine si è consumato lo strappo tra governo e Lega che in commissione Finanza della Camera si è schierata con il Pd contro la proposta dal sottosegretario allEconomia Vegas sullallentamento dei vincoli di spesa per i comuni. Contestati il limite di 150 milioni lanno, meno di 20 mila euro a comune. «Così prendiamo in giro i Comuni» sostengono i deputati del Carroccio, ma per Vegas «il discorso enti locali è chiuso per il 2009. Lalternativa è lasciare tutto comè». Lo sconto ha portato al blocco delle votazioni del decreto incentivi.
ROMA - Il piano casa è da rifare le Regioni fermano il premier
Il governo italiano ha deciso di non procedere con il decreto legge sul settore edilizio, ma piuttosto di creare un tavolo tecnico-politico per discutere le misure urgenti. Le Regioni hanno bloccato il piano-casa, che era previsto per stimolare il settore. Il governo vuole lavorare in sintonia con le autonomie locali e ha riproposto il progetto per le "new town". Il ministro per gli Affari regionali ha detto che il Consiglio dei ministri potrà valutare le modalità per procedere con il piano-casa. I governatori di centrosinistra hanno espresso la loro soddisfazione per il cambio di registro e hanno chiesto di definire le competenze, il rilancio e la semplificazione normativa del settore.
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