I ministri delle infrastrutture e dei beni culturali hanno presentato la spa È nata Arcus, società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo che vivrà con una piccola parte (il 3) dei fondi destinati alle grandi infrastrutture. La società è la realizzazione dell'idea congiunta dei ministri per i beni culturali e delle infrastrutture che risale a due anni fa, che ieri l'hanno presentata ufficialmente. Si occuperà della promozione e del sostegno finanziario, tecnico, economico e organizzativo negli interventi di recupero e restauro di beni culturali e a favore delle attività culturali e dello spettacolo. Le sue iniziative, per le quali i due ministri aspettano «idee e suggerimenti»», come hanno detto, saranno finalizzate alla tutela paesaggistica, alla conservazione e al restauro di beni culturali, a scavi e indagini preventive per accertare la presenza di reperti archeologici e alla promozione di interventi di valorizzazione. Suo compito sarà gestire a questi fini il 3 dei fondi destinati alle infrastrutture, che corrisponde alla ragguardevole cifra di 5 mila miliardi di vecchie lire in dieci anni (dunque 500 miliardi l'anno). Per il 2003-2004 i miliardi da impiegare saranno però soltanto 100 (50 milioni di euro), quelli che corrispondono alla legge obiettivo. «È certo, però», hanno spiegato i due ministri, Pietro Lunardi (infrastrutture) e Giuliano Urbani (beni culturali), «che con il parere favorevole già espresso dal Consiglio di stato, in futuro potranno essere impiegati fondi previsti da altre leggi di spesa fino a raggiungere appunto i 500 miliardi l'anno». Fra i primi progetti a partire con Arcus, presieduta da Mario Giaccia, il restauro e la valorizzazione del barocco leccese e alcune idee sulla valorizzazione del patrimonio archeologico a ridosso delle grandi arterie autostradali e delle ferrovie (l'area di Luni sulla Pisa-Livorno, per esempio, o il Lucus Feroniae, a breve distanza dall'Autosole, o la valorizzazione del Porto di Traiano). Ma non sarà dimenticato lo spettacolo e il cinema in particolare, con progetti per la valorizzazione del palazzo del cinema al Lido di Venezia e per il potenziamento dei festival di musica classica e operistica. «Primo obiettivo», ha spiegato Lunardi, «è quello della conservazione e valorizzazione dei beni artistici e archeologici che si trovano lungo le nostre grandi strade e ferrovie». Con la costruzione di parcheggi, ponti e camminamenti, insomma, saranno creati veri e propri parchi archeologici e si potranno visitare luoghi bellissimi e semisconosciuti lungo le strade di grande percorrenza, ferrate e non. «Il turismo», ha aggiunto il ministro, «dovrebbe essere, e purtroppo non è così, la nostra prima industria. Un maggiore dialogo tra i nostri due ministeri porterà alla riduzione di tempi e costi anche delle grandi opere e alla creazione di percorsi privilegiati per la valorizzazione dell'arte e dell'archeologia». Una considerazione pienamente condivisa da Urbani, che ha sottolineato come Arcus sia nata proprio da preoccupazioni condivise: «Quella di Lunardi», ha spiegato, «era rassicurare che non sarebbero arrivati i vandali a distruggere con la modernizzazione paesaggi e beni culturali, la mia preoccupazione era legata alla tutela e alla valorizzazione, con l'aggiunta della disperazione per un budget destinato al patrimonio pari allo 0,30 del pii, una cosa da terzo mondo». La logica di Arcus, però, ha aggiunto il ministro Urbani, «non è quella di supplire alla mancanza di fondi ordinali ma di disporre di risorse per ciò che si deve fare di straordinario, e quindi ci aiuterà nell'inventare progetti per lo sviluppo». Lavoreremo, ha assicurato ancora Urbani, «in collaborazione stretta con le regioni, gli enti locali, le fondazioni bancarie, l'associazionismo a tutti i livelli, sindacati compresi, augurandoci che Arcus spenda il più possibile in iniziative prodotte da altri facendo loro da volano».
Arcus debutta, la cultura va in autostrada
I ministri delle infrastrutture e dei beni culturali hanno presentato la società È nata Arcus, che si occuperà della promozione e del sostegno finanziario, tecnico, economico e organizzativo per la tutela paesaggistica, la conservazione e il restauro di beni culturali, a scavi e indagini preventive per accertare la presenza di reperti archeologici e alla promozione di interventi di valorizzazione. La società sarà gestita da Mario Giaccia e avrà un budget di 100 milioni di euro per il 2003-2004, che corrisponde alla legge obiettivo. In futuro, potranno essere impiegati fondi previsti da altre leggi di spesa fino a raggiungere i 500 miliardi l'anno.
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