MONTE DI PROCIDA, PROTESTA DEI COSTRUTTORI FUORILEGGE «Fermiamo le ruspe, stop agli abbattimenti». Contro le demolizioni delle case abusive scatta la protesta di piazza. Un blocco stradale, protrattosi fino alla tarda sera di ieri, è stato inscenato nella centralissima piazza XXVII Gennaio di Monte di Procida da parte di alcune centinaia di persone per opporsi alla procedura di abbattimento di una costruzione fuorilegge in via Solferino. Una lunga colonna di auto, i camion e le ruspe della ditta incaricata bloccati lungo corso Umberto, gli autobus della Sepsa costretti a sospendere il collegamento, traffico in tilt e malumore serpeggiante, sotto gli occhi vigili di polizia e carabinieri: ma la mobilitazione non ha provocato eccessive tensioni fra chi era costretto a subire il sit-in. Anzi, in un contesto in cui pressoché ogni nucleo familiare «vanta» un abuso edilizio nel curriculum abitativo, il sentimento prevalente è apparso la solidarietà verso chi era finito in cima all'elenco degli abbattimenti. La vicenda, comunque, al di là dei problemi di ordine pubblico, ha rapidamente preso la sua piega politica, con le opposizioni consiliari che hanno partecipato al sit-in e la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per stasera alle 18,30. Una seduta che si preannuncia rovente: «Avremmo preferito che si adottasse un provvedimento preciso, un ritiro dell'ordinanza magari, lo avremmo anche sostenuto», afferma il consigliere Peppe Scotti di An. «Esplode sotto forma di emergenza un problema cronico della nostra comunità che alcuni politici hanno voluto cavalcare pur sapendo che le leggi non lasciano scampo», sottolinea il presidente del Consiglio comunale, Antonino Gnolfo. «Comprendiamo il dramma di chi ha investito risparmi di una vita - dice il sindaco Pippo Coppola - ma le procedure non lasciano margini discrezionali».
Abusivi in piazza: no alle ruspe
A Monte di Procida, un gruppo di persone ha organizzato un blocco stradale per opporsi all'abbattimento di una costruzione fuorilegge. La protesta è stata pacifica e non ha provocato eccessive tensioni. La vicenda ha preso una piega politica, con le opposizioni consiliari che hanno partecipato al sit-in e la convocazione di un Consiglio comunale straordinario. Le autorità hanno affermato di non avere margini discrezionali per ritirare l'ordinanza di abbattimento. La protesta è stata vista come un esempio di come le leggi non possano proteggere i cittadini dai problemi di abuso edilizio.
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