FIRENZE. Sono molti i tavoli di ministri, sottosegretari e semplici onorevoli inondati da lettere che portano l'intestazione della Biblioteca nazionale di Firenze e la firma di Antonia Ida Fontana, la direttrice. I tavoli eccellenti di tutti i governi, dal giugno 1996 ad oggi, da quando cioè la Fontana si è insediata nella poltrona più ambita dai bibliotecari d'Italia. Molti anche i fax, gli incontri e le telefonate. Ne sanno qualcosa, tanto per citare qualche nome, i ministri Antonio Paolucci, Walter Veltroni, Giovanna Melandri e Giuliano Urbani. Che cosa affligge questa signora di 54 anni dall'aria mite? Il fatto che la Biblioteca nazionale di Firenze rischia il collasso per consunzione di spazi. A seguita della legge sul deposito obbligatorio, per cui ogni tipografìa deve inviare alla Nazionale i libri stampati, ogni anno occorrono scaffalature per un chilometro e mezzo. Gli spazi di immagazzinamento si stanno esaurendo e la Nazionale ha fame di locali per ospitare la valanga di libri che quotidianamente le vengono inviati. A rendere ancora più allarmante la situazione, c'è da aggiungere che recenti sopralluoghi dei vigili del fuoco hanno impartito severe condizioni alla direttrice, che da anni sta invano cercando nuovi locali. Dalle Murate alla caserma. Tra le ipotesi prese in esame anche le vecchie carceri delle Murate e il palazzo del giornale La Nazione. Alla fine la scelta è caduta sulla caserma Curtatone, già libera da qualunque attività, che rispetto alle altre ipotesi presenta due vantaggi: è contigua alla Nazionale, può accogliere libri per 30-40 anni ed è di proprietà dello Stato. Qui però è sbucato un inciampo un po' paradossale: la Curtatone è vuota, tutti si affrettano a riconoscere che sarebbe la sede ideale ma appartiene al ministero della Difesa, che l'ha inserita tra i beni dello Stato da vendere. Il no del ministro Martino. Ad una formale richiesta il ministro della Difesa Antonio Martino ha risposto con un gelido diniego. Ma la Fontana non si dà per vinta: «Ho ricevuto sempre buone parole da tutti. Dal sindaco al presidente della Regione, dai ministri Veltroni, Melandri e Urbani ai deputati fiorentini e toscani Fatti? Per ora zero. Però non dispero. Urbani mi ha detto di aver scritto a Martino per avere la Curtatone. Speriamo bene». Il governo punta su Milano? Intanto il caso della Nazionale è approdato in Parlamento in seguito all'interpellanza, presentata il 17 gennaio, da Valdo Spini e Carlo Carli, in cui si chiede al governo di assicurare alla Nazionale «le elementari esigenze di funzionamento e di sopravvivenza». Spini e Carli lasciano intravedere un'ipotesi inquietante, legata alla creazione a Milano della Beic (Biblioteca europea di informazione e cultura). «E' una megastruttura che richiede un ampio intervento pubblico (200mila milioni di euro per la realizzazione e 18 milioni di euro all'anno di spese correnti), le cui finalità sono incerte e confuse e che sin dal progetto dimostra l'impossibilità di rendere un servizio efficace», sostengono Spini e Carli. Il sospetto è che il governo punti tutte le sue carte sulla Beic a danno della Nazionale. Di sicuro il ministero dei Beni Culturali non è in grado di stanziare 18 milioni di euro per la Beic in aggiunta ai 15 che versa attualmente per la Nazionale. Da qui il rischio di un suo ridimensionamento, tra l'indifferenza, al massimo contrassegnata da assicurazioni di circostanza di ministri, sottosegretari, parlamentari e amministratori. A 30 km di distanza. Tra sospetti e formali assicurazioni, la Fontana va avanti. Ha trovato intanto un grande magazzino, nel comune di Reggello, a una trentina di chilometri di distanza, dove verranno immagazzinate riviste e giornali poco consultati. Il magazzino sarà pronto il 1 febbraio e costerà alla Nazionale 4mila euro di affitto al mese. Una boccata di ossigeno, non di più. Per il resto la direttrice prosegue la trama di colloqui, incontri, sollecitazioni per convincere il governo a risolvere il problema. Lo scandalo nello scandalo. Un lavoro paziente, reso più difficile dalla legge Frattini, il cosiddetto spoil System, per cui il nuovo governo sta mandando a casa tutti i dirigenti di prima e seconda fascia per sostituirli con personale politicamente vicino al centrodestra. Anche la direttrice della Nazionale rientra nel novero dei dirigenti che possono essere licenziati, allo scadere del mandato, nel 2004. Si sussurra che molti dirigenti statali, per non perdere il posto, si siano affrettati a salire sul carro del centrodestra. Non è il caso della Fontana: «Interpreto il mio ruolo come un servizio culturale che prescinde dalle personali opinioni politiche». E il fatto che una studiosa di manoscritti, arrivata dopo 30 anni di carriera alla poltrona di direttrice della più importante biblioteca nazionale, anziché di libri debba preoccuparsi di non urtare la suscettibilità dei politici mentre sta cercando di salvare dal collasso una delle istituzioni culturali più importanti del Paese, ci pare uno scandalo nello, scandalo.