Spettabili Parlamentari; spettabili Ministri, Vi scrivo per invitarvi a prendere posizione decisa contro la proposta del piano casa e il relativo decreto legge. Non è questione di destra o sinistra, è questione della dannosità del provvedimento a fronte di benefici estremamente limitati (sempreché vi siano) e ristretti a un solo settore. Qualora siate già contrari al piano casa, potete eventualmente evitare di proseguire con la lettura che probabilmente non dice niente di più di quanto associazioni di tutela, architetti, paesaggisti, studiosi e tantissimi semplici cittadini amanti del proprio Paese hanno già affermato. Se invece ritenete la proposta di BerlusconiGhedini non particolarmente negativa o addirittura positiva, Vi prego di convincere anche me di questo, viste le mie considerazioni sottostanti. Mi scuso fin dora per la lunghezza, ma è perché gli aspetti contestabili del piano casa sono davvero tanti. E di fronte alla portata di questo piano credo sia opportuno da parte Vostra valutare tutto. - Anzitutto, tutte le normative e i regolamenti edilizi che da sempre hanno stabilito regole nellinteresse pubblico e privato vengono cancellati dal piano- casa: nel momento in cui si dice che si possono superare le cubature previste da questi strumenti del 20 o del 35, di fatto li si cancella, tanto che la bozza del decreto afferma esplicitamente che gli ampliamenti sono fattibili "in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi". Ci si può chiedere a cosa sono serviti tutte le leggi, tutti i piani regolatori, tutti gli studi, tutti i dibattiti su urbanistica e territorio se di un colpo vengono superati da una percentuale di maggiore edificabilità che non distingue singoli casi e singoli territori. I Prg, i regolamenti, i vincoli e le tutele, hanno, avevano un senso? Se ritenete di sì, come è possibile cancellare tutto con un decreto? Se ritenete di no, forse sono però necessari un dibattito e unanalisi un po più approfonditi che non un provvedimento ministeriale basato sullopinione di un primo ministro e di qualche parlamentare e sulla fretta di prendere provvedimenti la cui pubblica utilità è tutta da dimostrare e comunque esclusivamente a breve termine e limitata a pochi (sempre i soliti, fra laltro, cioè il settore edilizio, delle cave e delle costruzioni). Questo anche in considerazione dellimportanza del tema e del suo impatto sul territorio (innegabili entrambi, credo). Il fatto che nonostante analisi, studi, Prg, Ptcp, ecc. si sia assistito a scempi del territorio non è una giustificazione al loro annullamento, ma anzi sarebbe un motivo per approfondire le valutazioni, introdurre maggiori vincoli, risanare le situazioni patologiche. Qui si vuole fare esattamente il contrario. - Questi scempi accaduti al territorio bastano già a qualificare laffermazione di chi delega le garanzie sul buon risultato al "senso estetico degli Italiani". E anche una persona dotatissima di senso estetico potrebbe comunque non avere la preparazione necessaria per capire limportanza del bene che ha, oppure non avere i mezzi per fare un lavoro a regola darte. E il piano casa non prevede né consulenza né assistenza e contributi finalizzati a questo. - Questo provvedimento va quindi contro la tutela del paesaggio e del patrimonio storico, che è prevista dalla Costituzione (art.9, "La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione"). Inoltre, una Nazione che ha la maggior parte dei beni artistici mondiali ha anche una maggiore responsabilità di tutela. - Esempio di un articolo del decreto: "l'altezza della nuova fabbrica non può superare di oltre quattro metri l'altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici vigenti". La domanda è: se gli strumenti urbanistici vigenti prevedevano una certa altezza massima, perché lo facevano? Per sfizio degli urbanisti? No, le motivazioni sono altre, e tutte di interesse pubblico, e possono andare dalla tutela del paesaggio al rispetto delle tipologie storiche dellarea a motivazioni di sicurezza. In nome di che cosa si rinuncia alla tutela del paesaggio italiano? Per arricchire il settore edilizio, che tornerà in una crisi ancora peggiore appena finito leffetto del piano casa? - Con labolizione del permesso di costruire, città e paesi saranno ulteriormente scempiati da sopralzi, rifacimenti di tetti e sottotetti e scomparsa di giardini e cortili. Circa la dichiarazione giurata del progettista che sostituisce il permesso di costruire: sono sotto gli occhi di tutti linsensibilità eo lignoranza ambientale e urbanistica di molti dei geometri, architetti e ingegneri italiani. Se proprio non vogliamo considerare le villettopoli o le capannonie italiane - o anche solo certe periferie - e vogliamo qualcosa di oggettivo, guardiamo i danni della TAV. C'è differenza culturale e di sensibilità tra i progettisti di un'opera simile e le case? Anzi, teoricamente i progettisti della TAV avrebbero dovuto avere maggiore preparazione, visto limpatto dellopera. Eppure, nel Mugello hanno intercettato falde acquifere e prosciugato torrenti, smaltito irregolarmente materiali di scavo, e fatto altri danni che i giudici hanno quantificato in 150 milioni di euro - ammesso che un paesaggio possa avere un prezzo-. Una dichiarazione giurata di questi tecnici tranquillizzerebbe qualcuno? Le lungaggini e le inefficienze burocratiche, innegabili, vanno risolte con lefficientamento del personale pubblico e delle procedure, non con leliminazione dei vincoli. Attenzione: i vincoli per gli uni rappresentano delle tutele per gli altri, togliendo i vincoli si tolgono anche le tutele. Il fatto che già oggi si assista a scempi simili giustificherebbe un aumento dei vincoli e maggiore sorveglianza, non la liberalizzazione. Inoltre, che sanzioni sono previste per dichiarazioni false o incomplete? Dovrebbe quanto meno essere prevista lespulsione dallordine per una dichiarazione falsa. Invece, lirrisorietà della sanzioni (rispetto al beneficio economico ricavato) e soprattutto linsufficienza dei controlli renderanno conveniente il fare dichiarazioni false. Chi controlla, in Comuni e Soprintendenze che già non hanno personale (o non riescono a gestire il personale) per lordinaria amministrazione? Prima, mettiamo in condizione chi deve controllare di poterlo fare, sennò è come dire "Trasgredite, tanto nessuno dirà mai niente", vista la quasi assoluta certezza dellimpunità. E su un tema importante come il paesaggio italiano non possiamo permetterci questo. Se proprio ce ne freghiamo dellaspetto estetico, dellambiente, della storia o della bellezza e mettiamo tutto sul piano dei soldi, consideriamo almeno limportanza del paesaggio italiano per il turismo. Val la pena di compromettere definitivamente un settore trainante nel lungo periodo come il turismo per favorirne temporaneamente un altro? - Lampliamento fino al 20 (o il 40, acquistando la quota del vicino?) sia in ampiezza che, soprattutto, in altezza potrà avere gravi effetti sulla stabilità degli edifici, e non solo sullestetica. I casi sono due: o si fanno lavori fatti bene, con perizie di ingegneri ecc., o ci si arrangia. Il primo caso è decisamente più costoso e sarà fuori portata proprio della maggior parte degli Italiani che il piano, teoricamente, dichiara di voler aiutare (fermo restando che anche sopralzi teoricamente fatti a regola darte si sono rivelati pericolosi). Quindi si ricorrerà a lavori in economia che produrranno una minima ricaduta economica a fronte di gravi rischi statici. E chiaro che non dovrebbe essere così, ma chi lo impedirà? Torniamo al discorso dei controlli inesistenti. E non credo sia il caso, in un paese già in dissesto idrogeologico, di aumentare le possibilità di crolli e di ulteriori dissesti. - Gli edifici non vincolati, quindi passibili di modifiche, sono la stragrande maggioranza. Cè tutta unedilizia cosiddetta "minore" che, al pari delledilizia rurale, caratterizza il paesaggio italiano quanto e forse più dei singoli monumenti e che non è soggetta ad alcuna tutela, se non quella data dalla sensibilità personale dei proprietari e dei tecnici. Chi dice che i beni da salvare sono già vincolati non conosce assolutamente la realtà; e tanto meno si rende conto della realtà chi delega esclusivamente alle Soprintendenze la tutela, quando queste vengono depotenziate e non hanno sufficiente personale, e non riescono nemmeno a seguire le segnalazioni (figuriamoci a fare un censimento preventivo). Avrebbero bisogno di fondi e personale operativo, ma si sta andando in senso contrario. Per fare il caso di Piacenza, che conosco, edifici medievali o seicenteschi o cascine storiche non risultavano vincolati e sono stati distrutti o ricostruiti; addirittura castelli e torri non sono vincolati e stanno crollando o vengono modificati. Se interessa, sono disponibile per qualsiasi informazione al riguardo. Se si dà anche lincentivo allaumento di volume, questo abbinato alla riduzione - e allimpossibilità materiale - dei controlli garantisce la devastazione del paesaggio italiano nella maggior parte dei casi. - La modifica generalizzata applicabile a tutti gli edifici non vincolati potrebbe avere eventualmente un senso solo se escludesse in ogni caso tutti quelli di più di 50 anni. Per questi casi è stata prevista solo la necessità del parere delle Soprintendenze; ma limpegno necessario per queste valutazioni sia in termini di tempo che di analisi, a fronte della situazione già citata di sottodimensionamento sia economico che di personale di queste, renderà pressoché certa lautorizzazione di qualunque opera grazie alla clausola del silenzio-assenso prevista dal piano-casa. A meno che le Soprintendenze ricevano un aumento di fondi e di personale tecnico che consenta loro di fare fronte al lavoro straordinario provocato dal provvedimento. Aumento di fondi e di personale che dovrebbe essere ingente, ancor più in considerazione dellinsufficienza attuale. - Il limitare il provvedimento agli edifici degli ultimi 50 anni consentirebbe di limitare i danni riguardo la perdita di edilizia storica minore; resterebbe comunque il danno al paesaggio che proprio negli ultimi 50 anni ha vissuto lesplosione edilizia, esplosione che verrà di colpo aumentata di un altro 20-30-35. - Larea di attività edilizia libera da qualsiasi certificazione e dichiarazione si amplia, fino a comprendere opere interrate nei limiti del 20 del volume del fabbricato. Riguardo agli scavi liberalizzati: già oggi la maggior parte dei Comuni (Piacenza, per esempio, e parliamo di una città di fondazione romana ma probabilmente più antica), non ha una carta del rischio archeologico; e già oggi il Comune non vigila sugli scavi e non comunica alla Soprintendenza gli interventi privati a rischio. Per fare due soli esempi sui vari a mia conoscenza: ristrutturazione di un grande magazzino in centro storico con approfondimento ulteriore del piano interrato: la Soprintendenza è intervenuta solo dopo la segnalazione di un archeologo che passando in centro si è accorto casualmente che nella terra su un camion che usciva dal cantiere cera del materiale romano; in un altro caso la Soprintendenza è intervenuta solo grazie a un cittadino che ha visto dei lavori di scavo in un cortile del centro e ha segnalato la cosa, e sono così state trovate abitazioni romane, che senza questa segnalazione non sarebbero mai state conosciute. Il liberalizzare gli scavi fino al 20 del volume del fabbricato (e chi e come controlla il rispetto di questa percentuale?) renderà certa la distruzione di reperti importantissimi e la perdita per sempre di conoscenze sulla nostra storia. - La giustificazione che il provvedimento serve per riqualificare il patrimonio edilizio è infondata, poiché questo è vero solo nel caso della cosiddetta "rottamazione" per ricostruzioni con metodi di bioedilizia o di risparmio energetico. In tutti i casi in cui si ricostruisce senza questi metodi è consentito comunque lampliamento del 30, cioè solo il 5 meno di quelli coi metodi moderni. Che senso ha demolire un edificio inefficiente per ricostruirne un altro pure inefficiente? E che senso ha incentivare unedilizia non a risparmio energetico? Ma questo è quello che fa questo provvedimento, non contribuendo quindi assolutamente a riqualificare e modernizzare il settore delle costruzioni e tantomeno a migliorare il patrimonio edilizio italiano. - Nemmeno la riqualificazione delle brutte periferie italiane è minimamente incentivata da questo provvedimento, nonostante qualcuno lo sostenga. In concreto, è impensabile per esempio che vengano demoliti i condomini anni 60 per riedificarli con nuovi criteri. Dove andrebbero gli inquilini nel frattempo, tanto per porsi la prima domanda? Simili riqualificazioni sono fattibili con piani di recupero specifici, non con un provvedimento di questo contenuto. - La giustificazione del bisogno delle famiglie che, poverette, si sono allargate e ci stanno strette ("la veranda o la stanza in più per i figli") si rivela la falsità che è nel momento in cui si considera che lampliamento del 20 si applica anche ai capannoni e agli edifici non residenziali. Questo è confermato pure dal fatto che gli interventi possono anche consistere nel mutamento di destinazione duso, con o senza opere edilizie. - Lo sconto sui contributi di costruzione che ricevono i Comuni, ancora una volta fa sì che i Comuni ricevano meno soldi proprio da parte di chi può permetterselo (chi può modificare una casa qualche soldo ce lha, necessariamente). Aggiungiamo che questo provvedimento esautora i Comuni, che dovrebbero essere la prima linea di sorveglianza del territorio, dalla possibilità di escludere aree dallapplicazione dellespansione edilizia. - Lampliamento del 30 o 35 in caso di ricostruzione in molti casi creerà ulteriori appartamenti sfitti, a fronte di un patrimonio immobiliare già oggi sovradimensionato di fronte alle esigenze - si vedano le denunce delle associazioni di categoria riguardo alla quantità di vani sfitti -. Il fatto che lofferta edilizia sia strutturata male, per cui mancano abitazioni per le fasce deboli, rende ancora più evidente il sovradimensionamento di quella tradizionale. - In Italia nei decenni scorsi cè già stato un enorme consumo del suolo, tuttora in corso. Questo a fronte di una natalità bassissima. I pochi casi di crescita anagrafica (o ridotta decrescita) sono principalmente dovuti allimmigrazione, provocata in molti casi proprio dalla richiesta di lavoro a basso costo per il settore edilizio. Non credo qui di dire cose inaudite o di scoprire lacqua calda, anzi. - Lunico, esclusivo fine del decreto è il rilancio del settore edilizio, che così avrà unulteriore spinta artificiale. Al termine della devastazione del territorio lunico risultato sul settore edilizio saranno imprese più grandi, ricche e più numerose. Il settore edilizio conoscerà una nuova crisi non appena scadrà leffetto del decreto (per esaurimento degli edifici ancora da modificare) e quindi avrà bisogno di ulteriori provvedimenti di sostegno. Consideriamo che la crisi sarà ancora maggiore a fronte dei maggiori occupati che il settore avrà assorbito (importandoli dallestero) per far fronte alliperattività edificatoria causata dal decreto. Bisognerebbe pensare a provvedimenti che consentano una graduale espulsione e conversioneriqualificazione dal settore edilizio, a fronte della contrazione della domanda. Invece si stimola artificialmente la domanda per posporre il problema aggravandone gli effetti attuali e futuri. Quindi è totalmente improprio il titolo provvisorio del provvedimento, "Misure urgenti per il rilancio dell' economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili". Il rilancio (e temporaneo, per di più) è solo delle attività edili, e non delleconomia. - Nel caso qualcuno voglia la prova, questo è stato ampiamente dimostrato dallo scoppio della bolla immobiliare che ha contribuito alla crisi americana - e mondiale. Anziché riconoscere e combattere le cause, si cerca di fare durare la bolla, preparando il terreno per una crisi ancora maggiore. Per fare un esempio, è come se a uno che corre venisse un malore. Logica vorrebbe che si facessero gli esami per capire il perché. Poi, si potrà dire: non è nulla, riparti pure. Oppure: va piano per un po e intanto fai questa cura, poi riprenderai a correre. Oppure: non hai più letà, anziché correre dedicati alle passeggiate. Bene, noi invece raccogliamo da terra chi ha avuto il malore, lo dopiamo e lo facciamo riprendere a correre, fregandocene se dopo un chilometro ci resta secco. - Ecomunque da dimostrare leffetto-volano che è generalmente attribuito al settore edilizio e che è continuamente preso come motivazione per il suo sostegno. Questo era certamente vero decenni fa. Ma oggi il settore edilizio più che assorbire disoccupazione richiama nuova occupazione dallestero e a basso costo, creando, in prospettiva, maggiore disoccupazione nei momenti di crisi. Ora settori con effetto di traino possono essere quello dei servizi, dell'innovazione e della ricerca, dellistruzione, della protezione ambientale e del turismo. Eppure a ogni crisi qualcuno dice che bisogno rilanciare ledilizia perché è il volano principale per leconomia italiana. Ciononostante le crisi si ripetono, e peggiori, malgrado il paesaggio sia stato barattato col miraggio delloccupazione o della ricchezza. Ricchezza che nemmeno questo provvedimento crea (se non per i soliti pochi), a fronte di un danno generalizzato per il Paese. Non dimentichiamo, oltre ai danni derivanti dalle modifiche al paesaggio e allaspetto delle nostre città e dei nostri paesi, che questo stimolo artificiale provocherà anche un maggiore fabbisogno di materiali da costruzioni e quindi la necessità di ulteriori cave col conseguente impatto ulteriore sul territorio. Credo di avere elencato abbastanza elementi per provare la dannosità del piano-casa. Se non li trovate fondati, vi chiedo la cortesia di farmi sapere dove sbaglio - cosa possibilissima, naturalmente -. Se invece li trovate fondati, fate il possibile per non fare passare il decreto. A disposizione per qualsiasi chiarimento, Vi ringrazio per lattenzione e resto in attesa di un Vostro riscontro. Pietro Chiappelloni Piacenza p.s. Il Cav. Berlusconi ha dichiarato che molti altri Stati si sono dimostrati interessati al piano-casa. Credo che il loro interesse sia basato sulla curiosità di sapere quante altre posizioni guadagneranno sullItalia come meta turistica, dopo lo scempio del nostro territorio incentivato da questo provvedimento.