Il premier: circola un testo che non è mio. Giallo su una lettera del Quirinale Berlusconi sul piano casa: circola un testo che non è mio. E precisa: «Le prime misure solo per le piccole ville». Da Napolitano un invito ad ascoltare le Regioni, ma si apre un giallo su una lettera del Quirinale. Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Casa, una frenata Berlusconi: dialogo con gli enti locali «Il piano? Solo per le ville». Dubbi sul decreto Il Colle invia al premier un «appunto informale» Il Cavaliere accelera, poi frena: confronto con gli enti locali. E sul piano: nel mio testo non c'è nulla di incostituzionale ROMA - Giornata calda, ieri, nella discussione sul piano casa. Nella tarda mattinata Silvio Berlusconi ha accelerato: «Un sondaggio ci dice che metà degli italiani sono favorevoli, venerdì approveremo in Consiglio dei ministri un decreto, che poi sarà seguito da un disegno di legge quadro. Le Regioni sono contrarie? Si ricrederanno». In serata però lo stesso presidente del Consiglio ha specificato: «Non faremo nulla contro gli enti locali, decideremo insieme domani (oggi per chi legge), presenterò un testo semplificato, valuteremo se procedere con un decreto o un disegno di legge». E, ancora: «Le prime misure riguarderanno solo le piccole ville, non gli immobili urbani». In mezzo alle due posizioni, ci sono state tantissime vivaci polemiche e un piccolo giallo con il Quirinale: secondo fonti nella maggioranza, il presidente Napolitano avrebbe inviato una lettera al premier, per invitarlo ad ascoltare le Regioni e Comuni, che da giorni denunciano l'incostituzionalità del provvedimento. Il Colle però ha precisato che «se la lettera c'è , è riservata e personale ». E Berlusconi: «Una lettera? Non ne so nulla». In realtà il Capo dello Stato, per non ripetere lo scontro istituzionale avvenuto per il caso Englaro, avrebbe inviato «un appunto informale». Dopo il primo annuncio del decreto di Berlusconi, sono girate alcune indiscrezioni sui contenuti del piano: aumenti delle cubature fino al 40 in casi specifici, fino al 20 nella norma; possibilità di cambiare destinazione d'uso degli edifici; sconti fiscali; autorizzazioni semplificate, con la possibilità di aprire i cantieri con la semplice dichiarazione di inizio di attività (la Dia). E immediata è arrivata la reazione degli enti locali: «È incostituzionale, perché si interviene su materia che è competenza delle amministrazioni locali», ha ribadito Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, convocando per oggi una riunione urgente dei governatori. Il Pd è andato all'attacco contro il piano. E anche la Lega Nord in qualche maniera ha preso le distanze dall'accelerazione di Berlusconi: «Meglio evitare lo scontro con le Regioni, meglio dialogare», ha detto Umberto Bossi, che avrebbe raccolto le proteste di alcuni amministratori locali del Carroccio. A metà pomeriggio Berlusconi ha precisato che «il piano circolato non è il mio, nel testo che ho preparato non c'è nulla di incostituzionale». Poi in serata si è recato alla Camera per un vertice di maggioranza che ha toccato vari temi: federalismo, congresso del prossimo fine settimana. E anche piano casa. E uscendo dall'incontro è arrivato l'annuncio dell'apertura al confronto con gli enti locali. Oggi dunque si riparte. Le Regioni si presentano all'incontro divise: quelle governate dal centrosinistra, come il Lazio, fanno quadrato contro la prima versione del piano casa. Quelle governate dal centrodestra, pur con le resistenze della Lega nelle amministrazioni del Nord, sono invece favorevoli. Secondo quanto trapelato dalla maggioranza, Berlusconi cercherà di smussare gli angoli per poter dare il via libera già venerdì almeno a un primo pacchetto di norme, perché, come ha spiegato il ministro Renato Brunetta, «servono subito quelle che hanno un impatto sul rilancio dell'economia ». Capotreno Il premier Silvio Berlusconi ieri alla stazione Termini per l'inaugurazione del treno ad alta velocità «Frecciarossa» ( MeyerAfp) Paolo Foschi