Lo scontro Il leader pd: il premier non cambi le carte in tavola. La Cgil: c'è rischio di abusi «C'è una marcia indietro? Merito nostro». Prodi: non so dove si vada a finire Il capo dei democratici: «Si può cambiare idea ma non dire tutto e un attimo dopo il contrario di tutto» «Il governo farà marcia indietro? Merito della denuncia dell'opposizione». Dario Franceschini commenta così, in serata, le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che parla di modifiche al piano casa e di un decreto «molto semplificato » da presentare alle Regioni. Soddisfatto, il segretario del Pd, per aver sventato quello che poche ore prima, in una conferenza stampa convocata in fretta e furia nella sede del partito, aveva definito «un piano per la cementificazione del-l'Italia ». «Il decreto originale eccolo, su carta intestata di Palazzo Chigi e con la firma di un funzionario: è quello consegnato alle Regioni e ai Comuni» aveva spiegato Franceschini alla stampa, mentre i suoi distribuivano copie del provvedimento, dal quale il premier, già in mattinata, aveva preso le distanze definendolo «un testo non mio». «Il decreto è questo e così è inaccettabile. Lo abbiamo detto subito e ora Berlusconi sostiene che il provvedimento non è questo... In politica ci sta di tutto: lo scontro, il dibattito, la polemica ma non si possono cambiare le carte in tavola. Si può cambiare idea secondo Franceschini ma non dire tutto e un attimo dopo il contrario di tutto». Del testo consegnato alle Regioni, in ogni caso, il Pd non condivide quasi nulla. «C'è scritto che le norme si applicano a tutto il territorio nazionale fino all'emanazione delle leggi regionali. E, dunque, intanto, si costruisce selvaggiamente. Poi l'aumento della cubatura, che avviene in deroga a tutte le leggi, agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi. Cioè spiega Franceschini puoi fare di tutto e ovunque. I Comuni sono ridotti a fare l'inventario, mentre per gli edifici vincolati le sovrintendenze hanno solo 30 giorni per rispondere altrimenti scatta il silenzio assenso. Vi immaginate la Sovrintendenza di Roma quando si vedrà recapitare, tutte insieme, alcune decine di migliaia di dichiarazioni da esaminare entro un mese? E i parchi nazionali? Qui c'è scritto che non si può costruire solo nelle zone "A" che sono quelle boschive!». Senza contare le competenze degli enti locali, che secondo il Pd verrebbero scavalcate a piè pari. Forti dubbi, su questo, ce li ha anche l'ex premier Romano Prodi, secondo il quale, intervistato da Ballarò, è una materia «in cui lo Stato non è mica competente, ci sono norme regionali e comunali che disciplinano questi aspetti. E non riesco bene a vedere dove si vada a finire, oltre quella linea seguita in passato, di incentivare la ristrutturazione delle case senza violentare l'aspetto estetico delle città». «Ci sono profili di incostituzionalità e il piano si presta a tanti abusi» commenta secco il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. Mario Sensini