«Il presidente Caloia ha posto un problema vero. Ma proprio lui potrebbe essere capofila per un'iniziativa di fund raising, ha l'autorevolezza, la forza e il prestigio per farlo...». Fund raising, cioè raccolta fondi: ma a chi può bussare, il presidente Caloia, in un momento di crisi nera come questa? «Anzitutto alle banche milanesi. Capisco che la situazione sia difficile, ma proprio in queste situazioni si rivela la generosità e la lungimiranza anche nei banchieri». Carlo Tognoli è stato sindaco, ministro e oggi è presidente della Fondazione Policlinico. Fondi alla cultura come sfida alla crisi? «Pensi al nostro Dopoguerra. In piena ricostruzione il Comune fece investimenti straordinari nella cultura, acquistò la Pietà Rondanini suscitando anche polemiche, la gente voleva case, non statue... Ma il Comune ebbe il coraggio di un gesto di grande prestigio: Milano non aveva Michelangelo tra le sue opere». Il Duomo è lì da secoli, però. «Adesso ci si deve rivolgere ai milanesi e in particolare ai banchieri per raccogliere quattrini». E il ruolo delle istituzioni? «Non voglio fare il primo della classe, ma ritengo che il Comune potrebbe fare la sua parte dando un contributo straordinario. E così la Regione: un gesto di solidarietà nei confronti del Duomo e della Lombardia. Del resto, la cattedrale è un alto simbolo d'Italia insieme con la basilica di San Pietro, il campanile di Giotto, San Marco a Venezia...». Fund raising su tutti i fronti, dunque. «Sì. E lo dico facendo concorrenza a me stesso, che sto raccogliendo fondi per il Policlinico e un nuovo robot elettronico. Abbiamo festeggiato proprio ieri (lunedì, ndr) la 550esima Festa del Perdono, istituita nel 1459. E nella Festa si raccoglievano fondi per la Fabbrica del Duomo e la Ca' Granda. Metà dei quattrini, per la verità, andava a Roma per finanziare le Crociate, ma l'altra veniva spartita tra cattedrale e ospedale. Adesso non si può fare, certo, ma ci sono i banchieri...». Sa, presidente Tognoli, che i piccoli contributi dei milanesi coprono meno dello 0,2 per cento delle entrate del Duomo? «Purtroppo, senza un'emozione forte è difficile raccogliere contributi dalla gente». Carlo Tognoli Armando Stella
MILANO - Una sfida alla crisi Tognoli: le risorse per la cultura?
Il presidente Caloia ha proposto un'idea di fund raising per raccogliere fondi per il Duomo di Milano. Ha suggerito di rivolgersi alle banche milanesi, che potrebbero essere disposte a contribuire in un momento di crisi. Il presidente Tognoli ha espresso il suo sostegno all'idea e ha ricordato che la Regione e il Comune potrebbero fare la loro parte contribuendo con fondi straordinari. Ha anche ricordato che la cattedrale è un simbolo d'Italia e che la raccolta di fondi è necessaria per il suo restauro. Il presidente Tognoli ha anche menzionato che i piccoli contributi dei milanesi coprono meno dello 0,2 per cento delle entrate del Duomo.
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