«Non condomini ma solo villette», precisa Berlusconi riguardo al Piano casa che oggi il governo discute con le Regioni. Una cosa è sicura: una volta pubblicato il decreto prevarrà su qualsiasi norma regionale o comunale. Per cui anche in Toscana, dove la giunta si oppone a Roma, scatterà via libera agli ampliamenti. Il rischio di una corsa alla dia per evitare la legge anti-decreto Cisl, 55mila iscritti: oggi il congresso Martini a Roma per il provvedimento rebus di Berlusconi Ieri il premier ha detto che la misura non riguarderà i condomini ma solo ville e villette Il presidente della Regione: "Ma allora di che cosa dobbiamo discutere?" «Solo villette e bifamiliari, niente condomini di città. Il piano casa non è quello che è stato messo in giro». E questa lultima versione data da Silvio Berlusconi del decreto legge sugli ampliamenti edilizi che sarà discusso dal Consiglio dei ministri venerdì prossimo. La Toscana, che annuncia ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di competenze, sta già preparando una sua legge in materia. Ma è già certo che dal momento della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, comunque il decreto del governo farà saltare ogni altra normativa regionale e comunale. Risultato: chi in Toscana presenterà una dichiarazione dinizio attività per ampliare del 20 per cento la propria abitazione (o del 35 per cento in caso di demolizione e ricostruzione con materiali di bioedilizia e copertura capace di produrre energia rinnovabile) non potrà più essere bloccato dalla futura norma regionale che la giunta assicura di poter presentare a tempo di record, «2 o 3 mesi al massimo». Il governo, insomma, dà il via libera alle domande di ristrutturazione: una volta ottenuta la Dia i lavori potranno essere iniziati nel giro di 14 mesi. «Un po come dire che siccome si deve velocizzare il traffico si può passare col semaforo rosso», commentano il presidente toscano Claudio Martini, lassessore Riccardo Conti e il numero due della giunta Federico Gelli, particolarmente preoccupati delle conseguenze che il decreto avrà nelle campagne. «Siamo riusciti a portare a termine una lunga e difficilissima trattativa con le associazioni degli agricoltori per evitare il cambio di destinazione duso per gli annessi agricoli. Adesso qualsiasi magazzino, fienile o capannone per gli attrezzi potrà essere trasformato in abitazione e diventerà molto più allettante e meno faticoso per chi lavora nellagricoltura mettersi a fare limprenditore immobiliare», dice Martini. In ogni caso lui farà una legge diversa, annuncia, che «non sbarrerà il passo allo sviluppo edilizio ma lo regolerà allinterno di un quadro di norme. Quello del governo non è un piano casa perché non dà la casa a chi ne ha bisogno e fa carta straccia del federalismo e delle norme sullurbanistica». Legambiente e Wwf sono sulla stessa linea, il presidente della commissione Territorio del consiglio regionale Erasmo DAngelis lo stesso, da Roma il leader degli Ecodem del Pd Ermete Realacci contesta il decreto Berlusconi. In realtà di quale decreto si parli non è più molto chiaro. Lultima versione del premier è della tarda mattinata di ieri e Martini ancora non la conosce quando alle 13 distribuisce ai giornali il testo del decreto che Palazzo Chigi ha inviato alle Regioni con tanto di lettera di accompagnamento. Un testo ufficiale, quindi, che oggi a Roma servirà come base di discussione tra Stato e Regioni. Eppure il premier dice: «Non è il testo a cui ho lavorato io. Il decreto o disegno di legge che sia si fermerà alle case mono e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite. Non sono compresi gli immobili urbani». Martini dunque avrebbe un testo "scaduto" , lunico però che il governo gli ha fornito per poter esprimere giudizi e fare ipotesi. «Se il testo non è più quello», dice Martini, «è chiaro che la riunione sarà ancora più difficile perché non sapremo di cosa si discute e non si capisce come, nel giro di qualche ora, si possa valutare la nuova proposta. Mi auguro solo che la nuova bozza non preveda più il ricorso al decreto legge ma sia stata scelta la strada del disegno di legge». Il piano casa della Toscana riguarda anche ledilizia popolare. Sono già stati attivati bandi per 120 milioni di euro per dare case con canone sociale per giovani coppie, anziani e famiglie a basso reddito, a cui si aggiungeranno 31 milioni di fondi statali. A questa manovra sarà abbinata unazione speciale per 130 milioni rivolta in particolare a soggetti pubblici e privati che siano in grado di mettere sul mercato case a canoni sostenibili - i cosiddetti affitti low cost - fino a 500 euro al mese per nuclei familiari che abbiano un reddito complessivo non superiore a 70 mila euro. Per incentivare i proprietari di case ad affittare con questo sistema, la Regione si impegna a versare la differenza tra il canone low cost e quello di mercato. E proprio di crisi economica ed emergenza occupazionale discuteva ieri il consiglio regionale, quando è stato interrotto a metà pomeriggio per "eccessiva indisciplina". Cerano in aula parecchi consiglieri disattenti che facevano rumore chiacchierando in piedi tra loro e disturbando anche chi era intenzionato ad ascoltare gli interventi. Così la seduta è stata fermata per alcuni minuti dal vicepresidente del consiglio Alessandro Starnini, che al momento coordinava lassemblea, che ha deciso il blocco dopo aver ripreso più volte i colleghi maleducati.