Vince il pressing di Quirinale, Bossi e governatori "rossi" Lobiettivo dellesecutivo resta quello di mettere in circolo i risparmi delle famiglie La bozza del dl era stata inviata alle Regioni dal ministro Raffaele Fitto ROMA - «Per me la politica è una professione: credo di avere le capacità per fare dellaltro, però è questo che mi piace». Così parlava qualche tempo fa il giovane Raffaele Fitto quando ancora guidava la Regione Puglia. Poi di strada ne ha fatta tanta, fino a diventare ministro per gli Affari Regionali del governo presieduto dal suo mèntore Silvio Berlusconi. Al quale non poteva certo negare la partecipazione a un azzardo pokeristico, ma tipico della cassetta degli attrezzi di un professionista della politica: andare a vedere la reazione dei potenziali avversari e, senza dichiararlo, anche quella dellarbitro che risiede al Colle. Pronto, subito dopo, a buttare sul tavolo le carte di un "piano B". Una ritirata da vendere, però, come un passo avanti. Disconoscendo la paternità del "piano A", of course. Così, è stato il quarantenne ministro pugliese a inviare venerdì scorso a nome del governo a tutti i presidenti delle Regioni, ai rappresentanti delle Province e dei Comuni, la bozza del decreto legge con le "Misure urgenti per il rilancio delleconomia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili". Sette articoli ad alto indizio di incostituzionalità, prodotti dal governo con il concorso, pare, di unequipe di esperti veneti (la Regione di Giancarlo Galan è infatti allavanguardia sul fronte degli interventi sulla casa) compreso il deputato-penalista Niccolò Ghedini. Servivano per far uscire allo scoperto i consensi e i dissensi, e per comprendere fino a che punto fosse possibile rischiare. Il presidente del Consiglio ha fatto esporre il suo ministro, poi ne ha preso le distanze sotto il pressing di Lega, Regioni "rosse" e Quirinale. Schema già sperimentato. E ieri, appena sceso dal Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato dove aveva parlato anche con il presidente delle Regioni, Vasco Errani, ha annunciato: «Quel piano non è mio». E ancora: «Ho sentito cose che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo. Il decreto o disegno di legge che sia, non riguarderà gli immobili urbani, si fermerà alle case mono o bifamiliari e alle costruzioni da rifare». Ville e villette, insomma. E in serata, dopo un vertice politico di maggioranza alla Camera, la seconda svolta: «Le Regioni avranno tutta la libertà di manovra che vorranno». Una frenata fortemente voluta dal Quirinale perché sulla casa la competenza legislativa è delle Regioni. Il decreto originario avrebbe portato allennesimo scontro istituzionale. In una lettera "privata" - e per questo non confermata né smentita dalla Presidenza della Repubblica - Giorgio Napolitano si è raccomandato con Berlusconi di tenere conto del parere delle Regioni sul piano casa. E questa volta il premier non avrebbe avuto alcun vantaggio a sfidare il Colle. Dunque, retromarcia. Tanto più che il rientro nei binari istituzionali porta con sé la potenziale disponibilità bipartisan delle Regioni ad aprire al piano casa. Daltronde lobiettivo del governo resta un altro: mettere in circolo i risparmi degli italiani per sostenere soprattutto le piccole aziende delledilizia. Praticamente nessun costo per le casse pubbliche, ma un grande ritorno in termini di consenso («Lidea è piaciuta moltissimo alle famiglie», ha assicurato il Cavaliere). Daltra parte le risorse per le opere infrastrutturali (oltre 16 miliardi di euro) sono stata praticamente già tutte impegnante con le grandi opere. Insistere sul "piano A" avrebbe portato solo a un inedito accerchiamento di Bossi, Regioni "rosse" e Quirinale. Con il rischio di affossare il piano casa.
Il premier gioca il bluff del decreto ma poi ripiega su ville e villette
Il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto ha inviato una bozza di decreto legge alle Regioni per il rilancio dell'economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili. La bozza era stata prodotta da una squadra di esperti veneti e aveva sette articoli ad alto indizio di incostituzionalità. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto esporre Fitto, poi ne ha preso le distanze sotto il pressing di Lega, Regioni "rosse" e Quirinale. Fitto ha poi annunciato che il piano non è suo e che il decreto o disegno di legge che sia, non riguarderà gli immobili urbani, ma solo le case mono o bifamiliari e le costruzioni da rifare.
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