Primo sì al federalismo fiscale, il Pd si astiene Il premier: "Vale solo per le villette. La crisi? Dovete lavorare di più" Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella quale fa tra laltro riferimento alla necessità di tener conto del parere delle regioni sul piano casa. «Vale solo per le villette», ha precisato il premier. Franceschini: quel piano cementifica lItalia. Primo sì al federalismo fiscale, il Pd si astiene. Berlusconi è intervenuto anche sulla crisi: «Gli italiani lavorino di più». Casa, retromarcia di Berlusconi la riforma non riguarda le città Lettera di Napolitano al Cavaliere: ascolti le Regioni Il premier: "Il disegno circolato non è quello al quale avevo già lavorato" ROMA - Un piano-casa «semplificato», «corretto», «ridotto allessenziale». Una bozza ben diversa da quella consegnata a Regioni, Province e Comuni nei giorni scorsi, criticata dalla maggior parte dei governatori e bocciata dallopposizione. Alla vigilia della Conferenza unificata Stato-Regioni, oggi, un confronto decisivo sul progetto del governo, Berlusconi annuncia modifiche radicali al testo, ne circoscrive la portata, anticipa che sul tema ci sarà un confronto aperto. Sui contenuti del piano: «Il disegno circolato non è quello a cui io avevo già lavorato. Si fermerà alle case mono o bifamiliari e alle costruzioni da rifare» e non riguarderà gli «immobili urbani». E frena anche sulla scelta di varare le "misure urgenti" con un decreto legge: «Abbiamo fatto un articolato molto semplice che discuteremo con le Regioni. Se sarà un decreto o un disegno di legge ne parleremo con loro», dice il premier in serata. E ribadisce di voler scrivere il piano-casa «in accordo con le Regioni» e di aver «sfrondato» la bozza uscita «dagli uffici con norme complicate», arrivando a un testo «che lascia alle Regioni il massimo spazio di manovra possibile». Un cambio di rotta netto, maturato nel corso di una lunga giornata, che accoglie le critiche di numerosi governatori dopo la lettura della prima bozza del dl, e accetta la richiesta di ritirarlo scongiurando il rischio di un ricorso alla Corte Costituzionale da parte delle Regioni. Sulla decisione del premier ha pesato anche una lettera del presidente Napolitano per raccomandare, ancora una volta dopo lincontro del 17 marzo, di tenere conto del parere delle Regioni sul piano-casa, che «se cè, è riservata», chiariscono fonti del Quirinale, e su cui Berlusconi dice di non sapere nulla. Decisivo il colloquio con il presidente lombardo Formigoni, e con quello dellEmilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Errani, durante il viaggio sul treno Frecciarossa. Il premier ascolta i rilievi sulla bozza che puntava a rendere operative in Italia norme di competenza concorrente delle Regioni, con il rischio di un conflitto istituzionale. E le perplessità su alcuni punti del testo preparato in vista dellincontro con le Regioni, come lampliamento del 20 applicato a tutti gli edifici residenziali (in deroga «alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o ai regolamenti edilizi»), la possibilità di raddoppiare laumento di volume nel caso di due appartamenti confinanti e il cambio di destinazione duso. E assicura i governatori che il documento ricevuto non è definitivo. Scendendo dal treno la posizione di Berlusconi si ammorbidisce così, dopo aver annunciato il varo di una legge quadro e di un dl, alla fine del viaggio, annuncia che il testo inviato da Palazzo Chigi non è definitivo. Una mossa che provoca la reazione del segretario del Pd Franceschini, che lo accusa di «cambiare le carte in tavola» e di voler portare avanti «solo un progetto di cementificazione». Daltra parte anche lalleato Bossi sollecita il premier a trattare «per evitare scontri». Il progetto per aiutare ledilizia, piace a famiglie e imprese e va avanti, conferma il Berlusconi, ma «il piano che tutta Europa ci sta copiando», ora appare un incentivo alla ristrutturazione delle villette. Il dialogo con i governatori però è di nuovo aperto.
ROMA - Casa, Napolitano frena Berlusconi Lettera del capo dello Stato: ascolti le Regioni. Franceschini: quel piano cementifica lItalia.
Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato di aver modificato il piano-casa, che era stato criticato dalla maggior parte dei governatori e bocciato dall'opposizione. Il nuovo testo si fermerà alle case mono o bifamiliari e alle costruzioni da rifare, e non riguarderà gli immobili urbani. Berlusconi ha anche deciso di non varare le "misure urgenti" con un decreto legge, ma ha promesso di discutere con le Regioni. La decisione è stata accolta con favore dai governatori, che avevano criticato la bozza originale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera al premier raccomandando di tenere conto del parere delle Regioni sul piano-casa.
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