Firenze, 25 marzo 2009 - «Quello del Governo non è un piano casa. Non darà la casa a chi ne ha bisogno, farà costruire nuovi volumi a chi la casa ce lha già. E un decreto che fa carta straccia del federalismo e delle norme sullurbanistica in nome di un assunto: cè la crisi, rilanciamo leconomia attraverso ledilizia. Noi siamo daccordo che ledilizia è un volano per contrastare la crisi, ma non cè bisogno di buttare a mare tutte le regole, che sono garanzie per tutti. E un po come dire: siccome si deve velocizzare il traffico, si può passare col rosso». Il presidente della Toscana, Claudio Martini, affiancato dal vicepresidente Federico Gelli e dallassessore allurbanistica, Riccardo Conti, ha aperto così, ieri, la conferenza stampa sul provvedimento del Governo intitolato "Misure urgenti per il rilancio delleconomia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili", in vista dellincontro che si terrà a Roma domani. «Questi sono i tempi dice Martini . Venerdì abbiamo avuto la bozza del decreto legge, domani le Regioni avranno un incontro col Governo, venerdì il decreto sarà allordine del giorno del Consiglio dei ministri. » Il presidente della Toscana rilancia la sua proposta, che è anche un appello alla ragionevolezza. «Non un decreto legge, ma un disegno di legge. Un provvedimento che non butti allaria le regole e le competenze costituzionali di Regioni ed Enti locali sul governo del territorio, che consenta di mettersi intorno ad un tavolo e di varare rapidamente un testo che faccia bene alleconomia, ma non devasti il territorio e non sia fonte di liti fra vicini. Noi ci stiamo ribadisce Martini - non siamo pregiudizialmente contrari. In questo testo ci sono cose che ci piacciono: per esempio le misure sulledilizia sostenibile, sulla riconversione energetica, quelle che permettono di eliminare le brutture. Ma non cè bisogno di un decreto legge che azzeri tutti gli strumenti urbanistici e permetta la giungla. Il contenzioso fra i privati, così, diverrà esponenziale. » E in proposito Martini avverte:«Passare col rosso, forse fluidifica il traffico, ma è pericoloso. Avete mai partecipato ad una riunione di condominio? Vi immaginate la litigiosità che verrà fuori? Uno vuole alzare la soffitta, laltro non è daccordo. E giù cause. » Ma non basta. «Ai comuni continua il presidente viene dato solo un ruolo "notarile". Dovranno tenere un registro delle Dia (le denunce di inizio attività che consentiranno le costruzioni in deroga agli strumenti urbanistici) e alla fine, il 31 dicembre 2011, dovranno adeguare i loro strumenti urbanistici a quello che nel frattempo sarà stato fatto. Le soprintendenze poi potranno esprimersi solo in casi eccezionali ed entro 30 giorni. Vi immaginate cosa succederà?» Ma la Toscana ci tiene a sottolineare che, senza stravolgere le regole, le cose si possono fare. «In Toscana abbiamo già dice Martini 50 mila Dia allanno. Siamo la regione che ne ha di più. Città come Prato e come Arezzo ne hanno circa 3 mila allanno. Possiamo far conoscere di più e meglio questo strumento, possiamo semplificare ulteriormente le procedure. Abbiamo già in Consiglio regionale una legge sulla semplificazione, possiamo aggiungere ulteriori misure. » Ma molto è già stato fatto. «Ieri ricorda il presidente della Regione la giunta ha licenziato una delibera in applicazione del piano paesaggistico che già consente, nel rispetto delle regole, molte delle cose che farà fare il decreto del Governo. Ma senza stravolgere nulla. » Infine le risposte sulla casa. «Abbiamo già emanato ribadisce Martini bandi per 120 milioni di euro rivolti ai Comuni per alloggi da da destinare alla locazione sociale. Stiamo per varare altre misure urgenti, per 130 milioni di euro, per reperire alloggi da dare in affitto a canone "sostenibile". Infine abbiamo concordato con il Governo il piano casa da 550 milioni di euro, che per la Toscana significano 31 milioni di euro, sempre per dare risposte allemergenza alloggi. In tutto sottolinea sono 280 milioni . Questo è un piano casa. » Infine le contromisure. «Noi speriamo di farcela - conclude Martini a convincere il Governo a modificare il provvedimento. In caso contrario, saremo costretti a ricorrere alla Corte Costituzionale e a varare quanto prima una legge regionale che consenta alla Toscana di difendere il lavoro fatto, con fatica, in tutti questi anni e di salvare il suo patrimonio paesaggistico. » .