ROMA. La maggioranza delle Regioni italiane è contraria al Piano casa di Berlusconi. Decisamente favorevoli sono soltanto Lombardia e Sicilia, le due grandi aree da anni governate dal centrodestra. Convinte del progetto, ma anche della necessità di mitigarlo, seguono altre cinque regioni governate dalla coalizione di Berlusconi: Sardegna, Abruzzo, Molise, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il no arriva dal resto, non solo dalle tradizionali regioni rosse come Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria. Dicono di no anche Lazio e Piemonte, Trentino Alto-Adige e Liguria, Calabria e Basilicata, Val d'Aosta, Campania, Puglia. I mugugni sono comunque molto diffusi per il metodo del decreto legge che il governo intende adottare. Un metodo che nasconde, per le regioni, lo stravolgimento del principio federalista. Il provvedimento sulla casa, sostengono Toscana e Umbria, pronte a ricorrere alla Corte costituzionale, lede prerogative come sono proprie delle regioni e non del governo centrale. Il governatore della Calabria, Agazio Loiero, è stupefatto: «Noi stiamo cercando di invertire la rotta. Abbiamo approvato un piano per l'abbattimento di 800 ecomostri, piano già operativo. La giunta regionale si è opposta alla costruzione di Europaradiso, un megavillaggio che avrebbe dovuto dare 10mila posti di lavoro - di cui avremmo avuto un immenso bisogno - ma avrebbe devastato in maniera irrimediabile un'area di pregio naturalistico». «L'Umbria ha un prezioso patrimonio paesistico, storico-artistico ed architettonico che nell'insieme ne rappresenta la sua più grande risorsa - dice il capogruppo Pd nel consiglio regionale dell'Umbria, Gianluca Rossi - ma ora il piano casa del governo rischia di compromettere il delicato equilibrio tra sviluppo e tutela che fino ad ora il nostro territorio è riuscito, con difficoltà, a mantenere». «I tratti di incostituzionalità ravvisati dalla presidente della giunta regionale sono evidenti», continua Rossi. «So che i miei colleghi presidenti di Regione di sinistra - dice il governatore della Lombardia Roberto Formigoni - avanzano obiezioni. Ma io invoco quello stesso spirito di collaborazione che ci ha portato a firmare il grande accordo sugli ammortizzatori sociali». Perché serve «uno scatto di responsabilità dello Stato e delle Regioni per il bene dell'Italia e dei nostri cittadini». La Sicilia fa di più e vara un suo piano casa che addirittura anticipa il testo fatto circolare dal governo. Nel provvedimento, possibilità di aumentare la cubatura degli edifici tra il 20 e il 30, anche in deroga ai regolamenti comunali e agli strumenti urbanistici territoriali; contributi per mutui a tassi agevolati per chi intende ristrutturare immobili e misure per favorire l'uso di fonti di energia rinnovabili sia per le nuove costruzioni che per le ristruttazioni. La Regione siciliana si doterà di uno strumento legislativo che, tra l'altro, consentirà la demolizione e la conseguente ricostruzione di edifici vecchi, rispettando gli odierni standard qualitativi, architettonici e di sicurezza. Resteranno validi ed inderogabili i vincoli sul territorio, sia archeologici che ambientali.