Semplificare la complessa normativa sulla pianificazione del territorio. Porre al centro la qualità del progetto architettonico. Armonizzare i piani urbanistici alla tutela del paesaggio. E poi, ribadire la preminenza della riqualificazione sulla costruzione del nuovo, perché piuttosto che occupare nuovi spazi verdi è meglio demolire e ricostruire l'esistente. Sono questi, secondo il Consiglio nazionale degli architetti, i punti fondamentali attorno ai quali formulare una nuova legge nazionale di principi per il governo del territorio. Una sorta di vademecum che gli architetti attendono da tre legislature, in totale una decina d'anni, e uno strumento indispensabile per uniformare la complessa normativa regionale esistente in materia. L'ultima legge sul governo del territorio risale al 1942 e pur con le modifiche e le integrazioni susseguitesi negli anni, secondo gli architetti che recentemente hanno organizzato un convegno a Roma per discutere della questione, ha un'impostazione basata su principi ampiamente superati e in parte non più condivisibili. La legge risulta addirittura obsoleta se si considera che, negli anni, specie in seguito alla riforma del titolo quinto della costituzione che trasferisce alcune competenze dallo Stato alle Regioni, gli enti locali si sono dotati di strumenti urbanistici propri. «Quello che manca ha spiegato il vice presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Massimo Gaffione è uno strumento normativo in grado di sintetizzare e uniformare la materia di competenza regionale». Una materia che deve comunque continuare a essere gestita dalle Regioni ma che necessita di principi generali. Una legge nazionale, secondo Gallione, potrebbe avere un benefico «effetto anticrisi» in quanto «velocizzerebbe le procedure legate all'edilizia e all'urbanistica che, a causa dell'attuale diversità della normativa, richiedono tempi lunghi ed elevati costi professionali». Inoltre, una legge nazionale ridurrebbe il contenzioso che si genera nei rapporti tra le normative delle diverse Regioni e produrrebbe effetti positivi dal punto di vista della legalità. Attualmente, in Parlamento giacciono quattro proposte di legge sul governo del territorio. E all'interno della commissione Lavori pubblici si lavora per ridurre le proposte a una unica per poi procedere rapidamente alla sua approvazione. Tra i principi comuni alle proposte di legge, che incontrano il consenso degli architetti, vi sono il principio di pianificazione, in base al quale la pianificazione del territorio è un elemento di interesse collettivo e deve, dunque, tenere in considerazione la tutela dei beni e delle risorse ambientali e la garanzia del diritto all' abitazione. Il principio di sussidiarietà e partecipazione che garantisce che le decisioni siano adottate il pi possibile vicino ai cittadini. Il principio di sostenibilità in base al quale lo sviluppo del territorio è subordinato alla tutela ambientale. Il principio di equità che si esplica, tra l'altro, attraverso la perequazione urbanistica. Infine, l'auspicio degli architetti è che la nuova legge contenga un principio di «premialità» in base al quale la qualità del progetto, come pure la riqualificazione, viene incentivata attraverso agevolazioni fiscali. Un sistema fiscale che avvantaggia la qualità e la riqualificazione avrebbe anche l'effetto di inibire la tendenza dei Comuni a concedere permessi a costruire per fare cassa.
ROMA - Architetti: regole uniformi sul governo del territorio
Il Consiglio nazionale degli architetti ha espresso la necessità di una legge nazionale di principi per il governo del territorio. La legge attuale, che risale al 1942, è considerata obsoleta e non uniforma la normativa regionale. Gli architetti chiedono di porre al centro la qualità del progetto architettonico e di armonizzare i piani urbanistici alla tutela del paesaggio. Inoltre, ribadiscono la preminenza della riqualificazione sulla costruzione del nuovo. Tra i principi comuni alle proposte di legge, vi sono il principio di pianificazione, il principio di sussidiarietà e partecipazione, il principio di sostenibilità e il principio di equità.
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