La scultura etrusca simbolo di Arezzo sarà il pezzo forte di una mostra che, a luglio, si terrà al prestigioso museo Getty. E questo il frutto di un accordo tra l'istituto californiano e il Museo Archeologico Fiorentino, un'intesa annunciata in una dichiarazione congiunta dal direttore del Getty, Michael Brand, e dal ministro per il Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, Il primo passo di una cooperazione di ampio respiro, che si concretizzerà rapidamente in una serie di mostre inaugurata proprio da quella dedicata alla Chimera. «Siamo molto lieti che l'accordo stipulato nel 2007 con l'Italia abbia aperto nuove porte alla collaborazione con grandi istituzioni culturali italiane», ha spiegato Brand, che ha annunciato una serie di mostre speciali, sia alla villa di Pacific Palisades, sia al museo di Brentwood, dal quale arriveranno a Firenze diversi capolavori etruschi. Bondi ha invece affermato che «il partenariato tra il Getty l'Archeologico di Firenze è la prova che gli accordi di collaborazione culturale continuano a dare frutti positivi. In questo modo si valorizzano siti culturali e capolavori normalmente lontani dai riflettori, poco noti al grande pubblico e pertanto non toccati dai grandi flussi turistici». La novità è stata accolta positivamente dal direttore generale per i Beni Archeologici, Stefano De Caro, e dalla soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana Fulvia Lo Schiavo. La Chimera, bronzo risalente al V a.C., fu trovata nel 1553 appena fuori Porta San Lorentino e subito portata a Firenze per volere di Cosimo I. Benvenuto Cellini scrive che, addirittura, «il duca ricavava grande piacere nel pulirla personalmente con attrezzi da orafo».