Il Corridoio Vasariano val bene un fund rising. Cinque miiioni di euro: questa la cifra che verrà destinata all'adeguamento impiantistico e funzionale dei famoso percorso nei tratto che collega gli Uffizi a Palazzo Pitti, operazione faraonica attesa (e contestata) da anni, che Sandro Bondi, ministro per i beni e le attività cuiturali, verrà a presentare a Firenze il 6 apriie. Il finanziamento verrà interamente dalle tasche dei privati e a trovare gli sponsor ci penserà la Sercom, azienda fiorentina che si occupa di cartellonistica pubblicitaria e social marketing. «Il nostro compito è reperire e coordinare gli sponsor che elargiranno il loro contributo - ha spiegato Nicoia Misuraca, presidente di Sercom - Qualora non riuscissimo a trovare gli sponsor, sarà la Sercom stessa a farsi carico dell'importo». Un giudizio coraggioso, che sembra fondarsi sulla certezza di riuscire a trovare investitori adeguati. I ponteggi verranno montati sul lato del piazzale degli Uffizi, con tanto di loghi e marchi a ricordare le aziende benefattrici. Novità di questa operazione è che sui ponteggi verranno installati due maxi schermi che proietteranno a ciclo continuo filmati riguardanti il museo con contributi video realizzati dalle soprintendenze, dal Comune e dalla Regione. «Stiamo lavorando - ha spiegato Misuraca - per collegare in diretta i maxi schermi con le piazze di Piccadilly Circus a Londra e Times Square a New York, perché si tratta di un progetto importantissimo. In questo modo gli Uffizi diventeranno uno dei musei con la più ampia superficie calpestabile. Basti pensare che solo il Corridoio Vasariano è lungo un chilometro e mezzo». Il Vasariano tornerebbe così ad essere praticabile tutto l'anno, non solo sporadicamente come avviene oggi, e i visitatori lo attraverserebbero per arrivare a Palazzo Pitti. Ma per trasformarlo in passaggio vero e proprio bisognerebbe infatti svuotarlo dei 1700 autoritratti che contiene, piazzare numerose telecamere e munirlo di tanti sorveglianti. Tra i favorevoli al cambiamento spicca Antonio Paoiucci, direttore dei Musei Vaticani, ex soprintendente ai polo museale fiorentino e fautore dei progetto, che auspica un ritorno dei tracciato disegnato dal Vasari alla sobrietà che lo contraddistingueva ai tempo dei Medici. Tra i contrari, Antonio Natali, direttore degli Uffizi, che già in passato dichiarò che svuotarlo «sarebbe come trasformarlo nel passaggio di una metropolitana» e Cristina Acidini, la soprintendente al polo museale che ha detto: «Non sono d'accordo, piuttosto che svuotarlo io lo espanderei ancora di più ». Ultimo spinoso capitolo: la data d'inizio dei lavori. «Forse alla fine dell'estate - ha spiegato Antonio Godoli, architetto degli Uffizi - sicuramente non prima».