Ferrazza scrive al ministro Bondi, al presidente della Regione e al sindaco lanciando lallarme. Vertice di emergenza in settimana Ultimatum del commissario alle istituzioni. Burlando: "Fallimento probabile" IL COMMISSARIO straordinario del teatro Carlo Felice Giuseppe Ferrazza, ha scritto al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, al presidente della Regione Burlando e al sindaco Vincenzi: «Se qui non si fa qualcosa, a giugno sarò costretto a liquidare la fondazione». E il presidente della Regione Claudio Burlando ammette: «Il fallimento non solo è possibile, ma anche molto probabile». Non si arrende, tuttavia, il sindaco Vincenzi: «Il Comune farà di tutto per salvare il teatro Carlo Felice». Un macigno che tonfa sordo sulla prima dellAndrea Chénier, che è in programma per questa sera alle 20.30. I sindacati autonomi accoglieranno il pubblico, nel foyer, in costume di scena (i coristi) e in frac e abito lungo (i musicisti) diffondendo un volantino in cui si denuncia la "cronaca di una morte annunciata", quella del teatro lirico della città. «Entro la fine di giugno, il commissario dovrà presentare il bilancio consultivo - tuona Nicola Lo Gerfo, Fials - mancano dieci milioni di euro. Le istituzioni hanno due mesi di tempo per trovarli, altrimenti, con un buco del genere in bilancio, Ferrazza non potrà fare altro che sancire la liquidazione coatta amministrativa del teatro». Il commissario Ferrazza lamenta: «Alla lettera nessuno dei destinatari ha ancora risposto», e indica la zona dombra in cui è confinato sempre più il teatro, condannato da un Fondo pensioni sul quale lo stesso commissario non può fare nulla, se non indicare da mesi possibilità di manovra. In realtà, Regione e Comune stanno organizzando un incontro operativo per la fine della settimana, con gli assessori Balzani (bilancio, Comune), Morchio (cultura, Regione) e Pittaluga (risorse finanziarie, Regione), il sindaco e Burlando. E Vincenzi: «Io ringrazio Burlando per tutto quello che potrà fare e noi siamo pronti a praticare qualsiasi soluzione perché non accada nulla al teatro dellopera». La ghigliottina sospesa sul capo del Carlo Felice si chiama, comè noto, Fondo pensioni, con lannessa voragine nei conti che ha generato. Il presidente Burlando non è per nulla fiducioso, in questa farraginosa vicenda. Ha parlato con il capo di gabinetto del ministro Bondi, Salvatore Nastasi, e insieme hanno fatto il punto, condividendo un panorama senza evidenti vie duscita. Anche perché a Genova non arriverà, come era apparso in precedenza, quel milione di euro tagliato dal Fus. Burlando ha vagliato tutte le possibilità, ma nessuna risulta né sicuramente percorribile, né probabilmente efficace. «Cè lipotesi di avviare una transazione con i dipendenti - spiega Burlando - ma sarà accolta? E se sì, chi ci assicura che nessun altro farà ricorso pretendendo anche lui un risarcimento?». Poiché la legge proibisce di contrarre mutui per sostenere le spese correnti, il presidente ha anche pensato ad una "leggina", che impegnerebbe la Regione per venti o trentanni, per una cifra "marginale" del suo bilancio e consentirebbe alla fondazione di non essere liquidata. Ma la legge sarebbe approvata, in questi tempi di crisi? E poi le garanzie che potrebbe offrire la piazza De Ferrari non sarebbero sufficienti alle banche (una legge può essere disfatta, ad esempio se cambia la maggioranza, e le elezioni regionali si svolgeranno tra un anno). «Abbiamo chiesto invano di incontrare Comune e Regione - puntano i piedi Fials, Snater, Libersind e Uilcom, presentando il volantinaggio alla "prima" dellopera di Giordano - cominciamo da questa sera un crescendo di iniziative di sempre maggiore intensità, ma non faremo alcuno sciopero. Se muore questo teatro, morirà la cultura a Genova».