Non dividere il centro storico in zone, bensì in "punti di vista" accessibili o meno ai gazebi, con l'unico criterio del pregio architettonico. In pratica, in uno stesso luogo - ad esempio una piazza - si potrebbero individuare angoli assolutamente vietati all'installazione dei gazebi, e altri no. La proposta della Soprintendenza ai beni architettonici intende trovare una sorta di terza via tra il Comune, che - a proposito del nuovo regolamento sul decoro urbano - ha parlato di tagliare il centro in due aree, e i commercianti, che invece vorrebbero estendere la possibilità a tutto il cuore della città. «Il fatto è - spiega Glauco Borella della Soprintendenza - che bisogna valutare caso per caso. Ci sono punti in cui ogni installazione è intollerabile. Piazza Duomo, ad esempio, deve essere lasciata integra. Ma in una stessa piazza possono esserci angoli intoccabili, e altri no». «La necessità di salvaguardare il decoro urbano non può che trovarci d'accordo - afferma - allo stesso tempo, comprendiamo la logica dei commercianti». Sulla questione torna anche Ernesto Cesari, titolare del ristorante pizzeria K2 all'Anfiteatro. «È inaccettabile l'idea di far realizzare i gazebi solo in alcuni punti del centro storico, senza nemmeno fornire un motivo delle valutazioni. Che avvantaggiano alcuni e penalizzano altri». M.T.