Conferenza sulla storia del risparmio L'associazione archeologica Maremmana e l'assessorato alla Cultura della Provincia di Grosseto presentano il volume "Il ripostiglio monetale da Cupi di Montiano". Una sorta di storia del risparmio dall'antichità ad oggi. L'evento è fissato per venerdì 27 alle 16 in sala Pegaso a palazzo aldobrandeschi. Partecipano: Fulvia Lo Schiavo, soprintendente archeologo; Cinzia Tacconi, assessore alla Cultura della Provincia; Paola Rendini, direttore archeologo; Fiorenzo Catalli, direttore archeologo. Coordina: Giuseppa Maria Scollo Abeti Biagioli, presidente dell'ass. archeologica Maremmana. Un ripostiglio monetale, spesso chiamato anche "tesoretto", rappresenta un insieme più o meno numeroso di monete che il legittimo proprietario metteva da parte per i bisogni futuri. Molto spesso i ripostigli monetali nascono in situazioni di un pericolo imminente (una invasione nemica o una guerra) ma dobbiamo credere che anche in tempo di pace un proprietario, per paura di perdere i propri risparmi o di essere derubato, può avere avuto l'idea di nascondere il suo gruzzolo. Il proprietario avrà scelto i pezzi migliori, di migliore peso e in miglior stato, scartando ovviamente quelli consunti, giunti nella sua disponibilità. Proprio a causa di ciò, un ripostiglio non è mai lo specchio fedele di tutto il numerario circolante ma rimane di estremo interesse storico considerare lo stretto legame tra le monete che lo compongono e il territorio in cui le stesse hanno circolato. Il ripostiglio da Cupi di Montiano contiene appena 61 denari in argento di età romana repubblicana, dal 157-156 al 79 Ac. Il suo potere di acquisto può essere valutato tenendo presente che in quei decenni la somma corrispondeva a circa un quarto della paga annua di un legionario.