Parte con un capitale sociale di 8 milioni di euro, ma fa affidamento sulle ben più consistenti risorse che arriveranno dalla spesa per le infrastrutture: per il biennio 2003-2004, si tratta di oltre 51 milioni di euro, che potranno però lievitare fino a 258 milioni l'anno. È con queste prospettive che ieri Arcus, la Spa per la cultura e lo spettacolo creata dai ministeri dei Beni culturali e delle Infrastnitture (con la partecipazione di quello dell'Economia), ha mosso i primi passi e ha fatto il suo "ingresso in società". I ministri dei Beni culturali Giuliano Urbani e delle Infrastnitture Pietro Lunardi hanno, infatti, presentato protenzialità e progetti del nuovo organismo, che inizierà ad occuparsi del recupero del barocco leccese e della valorizzazione dei settori del cinema (ristrutturazione del Palazzo del cinema al Lido di Venezia) e della musica (promozione a favore della lirica). I natali. Arcus nasce con la legge 201 del 2003. Gli obiettivi sono la promozione e il sostegno finanziario, tecnico-economico e organizzativo di progetti e iniziative nel campo dei beni culturali e dello spettacolo. Lo statuto della Spa. siglato dal ministro Urbani a metà febbraio, chiarisce nel dettaglio l'ampio raggio d'azione di Arcus: dall'assistenza tecnica e finanziaria per il recupero e il restauro dei monumenti, a quella per iniziative in ambito paesaggistico e per campagne di scavi archeologici. Arcus può, inoltre, costituire altre imprese, consorzi e società o parteciparvi e può, infine, compiere operazioni immobiliari e mobiliari, industriali, commerciali e finanziarie utili al perseguimento degli scopi statutari. Il 3 per cento. Gli ampi margini di manovra sono supportati da una cospicua cassa: il 3 delle spese per infrastrutture va destinato, secondo la Finanziaria 2002, a interventi nel campo dei beni culturali. E ad Arcus è stato successivamente affidato il compito di gestire quelle risorse. Risorse che per il momento ammontano a più di 51 milioni di euro, ma che potranno aumentare. Complice un parere per ora interlocutorio del Consiglio di Stato, secondo il quale il 3 va calcolato sul totale della spesa per infrastrutture e non solo sulla legge obiettivo. In attesa che il ministero dei Beni culturali recepisca le indicazioni di Palazzo Spada, l'operatività di Arcus è stata assicurata da una norma inserita nel recente decreto legge contro la pirateria audiovisiva (Dl 7204), con la quale si fissano i criteri per calcolare esattamente il 3 per il 2003 e 2004. Le prospettive. «Si potrà arrivare ha precisato il ministro Lunardi a oltre 2,5 miliardi di euro in dieci anni, con una disponibilità di più di 258 milioni di euro l'anno. Grazie a questa iniziativa il dialogo tra i due ministeri aumenterà. Già alcune infrastrutture hanno l'obiettivo di rendere più agevole la fruizione dei beni culturali. Per esempio gli accessi a importanti siti archeologici progettati in prossimità delle autostrade. In questo senso va anche la proposta di inserire nelle relazioni tecniche delle opere, oltre alla relazione geologica, anche quella archeologica». «Arcus ha aggiunto Urbani non intende lavorare da sola, ma con altri soggetti: le regioni, le fondazioni bancarie, le associazioni, le confederazioni, i privati. La società dovrà servire da volano per lo sviluppo in campo culturale, realizzando progetti che il budget destinato dallo Stato alla cultura (lo 0,30 del Pil, roba da terzo mondo) non consente».