L'intervento-denuncia del soprintendente ai Beni archeologici al convegno dell'Accademia dei Lincei. II grido di dolore di La Regina: "Smog, macchine, incuria " Dopo ricerche e studi venne messa a punto nel 1981 la legge Biasini, grazie alla quale si intervenne nei luoghi di maggiore degrado L'inquinamento dovuto al traffico delle auto e agli impianti di riscaldamento è tra le cause principali della rovina dei monumenti . Con la legge del 3 per cento si potrà usufruire di risorse per il patrimonio archeologico in occasione della realizzazione della linea C della metro Le immagini dei principali monumenti di Roma distratti dal degrado e dall'inquinamento diffuse nel 1979 fecero il giro del mondo I NOSTRI monumenti stanno morendo»: il grido di dolore si leva nella grande sala dell'Accademia dei Lincei, sede del convegno «Ecosistema Roma», tre giorni di una passerella di studiosi intorno al tema della vivibilità della città. L'allarme sul patrimonio artistico viene dal soprintendente Adriano La Regina che parla fra i primi, ieri mattina alle undici: «La lenta azione di decadimento della superficie marmorea dei monumenti romani prosegue inesorabile. È necessaria una nuova politica di conservazione dei beni artistici, tesoro che appartiene all'umanità intera. Salvaguardare il patrimonio monumentale della Capitale è sempre più difficile». Inevitabile ed immediato, il collegamento con quello che fu l'altro, storico grido d'allarme sul tema, lanciato alla fine degli anni Settanta, quando per intervenire sul degrado cronico dei monumenti si varò una legge speciale, la Biasini che servì a finanziare importanti restauri. Ma sono passati già più di vent'anni. Di smog, riscaldamento, d'incuria. Oggi, molto tempo dopo la chiusura degli ultimi interventi di restauro, la situazione torna ad essere critica: «D punto è che non si riesce a lavorare ad una manutenzione accurata e costante, anche non straordinaria. Per intervenire si aspetta sempre che le situazioni siano irrimediabili. Per il lavoro di tutti i giorni non ci sono soldi. E non ci sono soldi perché di queste cose non importa niente a nessuno. Anzi, spesso la tutela del patrimonio è considerata un limite allo sviluppo». In un quadro di inquinamento pesante rimediabile soprattutto, aggiunge la Regina, attraverso «interventi di carattere urbanistico» come la riduzione del traffico automobilistico, sono tante le situazioni a rischio che richiedono interventi in tempi rapidissimi. È il caso della colonna Troiana, con le sue decorazioni che rappresentano il racconto quasi cinematografico della campagna contro i Daci, ora transennata per proteggerla da chi ci lancia dentro rifiuti; della Colonna di Marco Aurelio in piazza Colonna che porta addosso già con evidenza i danneggiamenti degli agenti atmosferici; degli archi di Tito, di Costantino e di Settimio Severo, e persino del Colosseo i cui restauri proseguono a fatica. «Certamente negli ultimi anni intorno all'area archeologica centrale il traffico è stato dimolto ridotto. Ma non basta: su questi monumenti servono interventi entro il prossimo anno al più tardi», continua La Regina. In un quadro decisamente fosco, il soprintendente ricorda come proprio ieri sia stata presentata dai ministri Lunardi e Urbani la cosiddetta "legge del 3" sulla base della quale nuove risorse potranno venire ai beni culturali e al patrimonio dei monumenti antichi con investimenti nei grandi progetti: nel caso di Roma potrà essere fonte di risorse la nuova linea della metropolitana C che solcherà il cuore dell'area archeologica tra il Foro romano e piazza Venezia. «Oltre agli scavi preliminari, indispensabili per individuare i punti adeguati alle entrate e alle uscite della metro, con le nuove risorse ricavate da questa grande opera si potrà rimettere in sesto il Palatino che è gravemente a rischio», conclude La Regina. Grazie al grido d'allarme del 1979 e agli studi che ne seguirono, si salvò dall'edificazione, per esempio, parte dell'Appia antica. Venticinque anni dopo rimangono conclude La Regina due principi imprescindibili da perseguire. Il primo è l'idea di Roma di Argan, secondo cui «la parte centrale della città va sgravata dalle funzioni insostenibili che devono essere ridistribuite su tutta l'area e sempre più concentrata su funzioni culturali: l'opposto di quello che sta avvenendo» e il secondo è «di non consumare ulteriormente i suoli della fascia suburbana che hanno mantenuto il tradizionale carattere agricolo, per salvaguardare ciò che resta del suburbio romano con l'effetto di indurre processi di autorisanamento nelle aree già urbanizzate e degradate della periferia». In sala, applausi e molta preoccupazione.
LA DENUNCIA "I monumenti muoiono" - Allarme di La Regina per colonna Traiana Colosseo e arco di Tito
Il soprintendente ai Beni archeologici, Adriano La Regina, ha lanciato un allarme sul patrimonio artistico di Roma, affermando che i monumenti stanno morendo a causa dell'inquinamento, del traffico e dell'incuria. La Regina ha chiesto una nuova politica di conservazione dei beni artistici e ha richiesto interventi urgenti per salvaguardare i monumenti, come la Colonna Troiana, la Colonna di Marco Aurelio e il Colosseo. Ha anche sottolineato l'importanza di ridurre il traffico automobilistico e di ridurre l'impatto ambientale.
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